Dott.ssa Alice Maffeo Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Alice Maffeo Psicologa-Psicoterapeuta Relazioni, emozioni e vita vera. Un viaggio per riconoscerti in ciò che senti. Qui e ora.

A volte sulla carta sembra tutto perfetto.Poi lo provi e pensi: “Mh, non so se fa per me.”Vale per un rossetto.E, a volt...
28/08/2026

A volte sulla carta sembra tutto perfetto.
Poi lo provi e pensi: “Mh, non so se fa per me.”

Vale per un rossetto.
E, a volte, anche per la psicoterapia. 💄

Trovare il proprio modo di stare in terapia non significa essere difficili o aver sbagliato scelta. Significa ascoltarsi.

26/08/2026

Ho scoperto che anche una domenica con tutto chiuso può insegnarti qualcosa sul modo in cui vivi il tuo tempo.

Forse non abbiamo bisogno di riempire ogni spazio.
Forse alcune parti della nostra vita possono semplicemente… non servire a niente.

E tu, quanto spazio lasci al “resto” della tua vita? 🇫🇷

E se più che di foto perfette avessimo bisogno di tornare a tollerare ciò che perfetto non è? Una foto venuta male può c...
24/08/2026

E se più che di foto perfette avessimo bisogno di tornare a tollerare ciò che perfetto non è?

Una foto venuta male può comunque raccontare un momento bellissimo.
E forse non tutto ciò che viviamo deve essere modificato, corretto o reso “instagrammabile” per avere valore.

A volte basta esserci stati. 📸

Qualche settimana fa ero a Budapest, una città meravigliosa famosa anche per le sue terme.La cosa che ho apprezzato di p...
31/07/2026

Qualche settimana fa ero a Budapest, una città meravigliosa famosa anche per le sue terme.

La cosa che ho apprezzato di più, oltre alla bellezza della città, è stato lasciare il telefono nell’armadietto e concedermi qualche ora completamente offline.

Niente foto. Niente video. Niente contenuti da creare.

Solo il tempo di esserci.

In quel momento mi sono resa conto di quanto siamo abituati a documentare, condividere e raccontare ogni esperienza quasi mentre la stiamo vivendo. E di quanto, invece, possa essere rigenerante fermarsi semplicemente ad abitare un momento.

Per questo, nelle prossime settimane, anche questo profilo si prenderà una pausa.

Perché credo che il riposo abbia un valore prezioso. Abbiamo bisogno di spazi in cui rallentare, ricaricare le energie e lasciare che le cose sedimentino, senza la fretta di trasformarle subito in qualcosa da pubblicare.

Quindi per qualche settimana ci saranno meno contenuti, meno notifiche e più vita vissuta lontano dagli schermi.

Ci rivediamo presto, con nuove idee, nuove riflessioni e qualche energia in più.

Perché anche la pausa fa parte del percorso. 🤍

29/07/2026

Grazie ai reel “fix my millenial brain” di ho avuto modo di fare una riflessione sullo sguardo che abbiamo sui nostri corpi. Riguardando infatti alcune attrici di film e serie TV degli anni ’90 e 2000 mi sono resa conto di come molte di loro venivano raccontate come “grasse”, ma avessero dei corpi assolutamente nella media.

Eppure quello sguardo ci ha accompagnate mentre costruivamo l’immagine di noi stesse.

La percezione del corpo non nasce nel vuoto. Si costruisce attraverso le parole che ascoltiamo, i modelli che vediamo, i personaggi con cui cresciamo.

Per questo, anche se oggi sappiamo razionalmente che certi standard erano irrealistici, emotivamente possono continuare ad abitare il nostro modo di guardarci allo specchio.

Non sempre il problema è il corpo che abbiamo.

A volte è lo sguardo che abbiamo imparato a rivolgergli.

E cambiare quello sguardo può essere un processo molto più profondo di qualsiasi dieta.

In viaggio scopriamo spesso cose che ci sembrano assurde, strane o incomprensibili.Una colazione con il pesce.Una sauna ...
27/07/2026

In viaggio scopriamo spesso cose che ci sembrano assurde, strane o incomprensibili.

Una colazione con il pesce.
Una sauna senza costume.
Mangiare con le mani.

Eppure, per milioni di persone, queste cose sono semplicemente la normalità.

La cosa curiosa è che vale anche il contrario: molte delle abitudini che consideriamo “normali” possono apparire bizzarre agli occhi di qualcun altro.

Spesso giudichiamo partendo dal nostro punto di vista, dimenticando che ogni persona cresce dentro una cultura, una storia e un contesto diversi.

L’empatia nasce proprio qui: nel riconoscere che ciò che per noi è ovvio non è universale.

E che provare a guardare il mondo con gli occhi di qualcun altro può insegnarci molto più di quanto immaginiamo.

Quale di queste abitudini ti ha sorpreso di più?

Da bambina pensavo che Mulan mi avesse insegnato il coraggio.Da adulta credo che mi abbia insegnato qualcosa di ancora p...
23/07/2026

Da bambina pensavo che Mulan mi avesse insegnato il coraggio.
Da adulta credo che mi abbia insegnato qualcosa di ancora più difficile.

E cioè l’importanza di accorgersi che il ruolo che gli altri hanno immaginato per noi non ci assomiglia.
E decidere di deludere le loro aspettative per trovare noi stessi.

A volte non sappiamo ancora chi siamo.
Ma sentiamo chiaramente chi non siamo.
E forse è proprio da lì che inizia il percorso per diventare davvero noi stessi.

Quale personaggio della tua infanzia hai rivalutato crescendo?

E se la realtà fosse più gentile delle tue paure?A volte la nostra mente, quando dobbiamo affrontare una nuova sfida, ci...
21/07/2026

E se la realtà fosse più gentile delle tue paure?

A volte la nostra mente, quando dobbiamo affrontare una nuova sfida, ci racconta la storia peggiore possibile.

Ci fa immaginare che falliremo, che qualcosa andrà storto, che perderemo tutto.

È il suo modo di proteggerci: se il colpo arriverà, pensa di renderlo meno doloroso preparandoci in anticipo.

Però ci fa vivere quella sconfitta come se fosse già avvenuta, anche se forse non arriverà mai, rubandoci energia, fiducia e possibilità.

E allora, quando la mente chiede continuamente:

“E se andasse male?”

Forse possiamo trovare il coraggio di rispondere:

“E se andasse bene?”

In questi giorni il caso del gioielliere Mario Roggero ha acceso un forte dibattito.Al di là delle opinioni sulla vicend...
20/07/2026

In questi giorni il caso del gioielliere Mario Roggero ha acceso un forte dibattito.

Al di là delle opinioni sulla vicenda e delle questioni giudiziarie, mi ha colpito la difficoltà che abbiamo nel distinguere una spiegazione da una giustificazione.

Se da un lato possiamo comprendere la paura, lo shock, la rabbia o la disperazione che una persona prova in una determinata situazione, non significa automaticamente considerare giusta qualsiasi azione ne derivi.

E questa confusione la ritroviamo anche nella vita di tutti i giorni.
“Ho reagito così perché ero stressato.”
“È il caldo.”
“È stato un periodo difficile.”
“Sono gli ormoni.”
Certo, spiegare un comportamento è importante: ci aiuta a capire cosa è successo, quali emozioni erano in gioco, quali bisogni o ferite si sono attivati.

Ma la spiegazione non cancella le conseguenze.
Perchè le persone non vivono le nostre intenzioni, vivono il modo in cui le trattiamo.

Ed è qui che entra in gioco il tema della responsabilità.
Cioè quando smettiamo di cercare qualcosa che ci assolva e iniziamo a chiederci cosa fare, la prossima volta, con ciò che abbiamo capito di noi stessi.

16/07/2026

Ma chi l’ha detto che bisogna sempre uscire dalla zona di comfort?

Sembra che oggi ci venga ripetuto continuamente che per crescere dobbiamo fare sempre qualcosa di nuovo: provare sport diversi, accumulare esperienze, cambiare lavoro, conoscere nuove persone, lasciare relazioni che non ci stimolano più.
Come se la crescita fosse una fuga costante da tutto ciò che ci è familiare.

Ma siamo sicuri che il problema sia la zona di comfort?

Una zona di comfort può essere tante cose:
può essere il luogo in cui ti senti al sicuro, dove hai costruito relazioni significative, abitudini che ti fanno stare bene e una vita che senti tua.
E se stai bene lì, senza paura di ciò che c’è fuori, non c’è nessuna legge che ti obblighi ad andartene.
Non c’è niente di sbagliato nel restare in un posto che ti fa stare bene.
Il problema nasce quando quella zona diventa una prigione.

Quando non rimani perché lo scegli, ma perché tutto il resto ti spaventa.
Quando eviti ogni novità, ogni possibilità, ogni cambiamento, non perché non li desideri, ma perché li percepisci come troppo pericolosi.
In quel caso, forse, fare un passo fuori può aiutarti a scoprire che sei più capace di quanto credi.

Ma vedi la differenza?

La questione non è uscire dalla zona di comfort a tutti i costi.
La questione è poter scegliere.
Restare perché ti fa stare bene è una scelta.
Restare perché hai paura di muoverti è un’altra cosa.
Perchè crescere vuol dire saper che puoi uscire dalla tua zona di comfort quando vuoi, senza sentirti obbligato a farlo.

Indirizzo

Vigevano
27029

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
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Telefono

+393387628700

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