28/07/2026
E se l'autismo non fosse un'unica condizione biologica? Un importante studio del 2026 suggerisce che potrebbe non esserlo.
I ricercatori hanno analizzato le scansioni cerebrali di quasi 1.000 persone autistiche e hanno individuato due distinti modelli di comunicazione tra le regioni del cervello.
Un gruppo presentava:
• Una connettività cerebrale superiore alla norma (iperconnettività)
L'altro presentava: • Una connettività cerebrale inferiore alla norma (ipoconnettività)
Aspetto ancora più interessante, questi modelli erano collegati a sistemi biologici differenti.
Il gruppo caratterizzato da iperconnettività era associato a percorsi biologici legati al sistema immunitario.
Il gruppo caratterizzato da ipoconnettività era associato a percorsi sinaptici, ovvero i sistemi che permettono alle cellule cerebrali di comunicare tra loro.
Ciò non significa che esistano solo due "tipi" di autismo. Di fatto, questi due modelli biologici spiegavano la condizione di circa il 25% delle persone autistiche coinvolte nello studio. I ricercatori ritengono probabile l'esistenza di molti altri sottotipi biologici.
Ciò che rende questo studio particolarmente interessante è che va oltre il semplice comportamento.
Ricerche precedenti (del 2025) avevano già dimostrato che le persone autistiche possono presentare profili comportamentali diversi.
Questo studio suggerisce che tali differenze potrebbero talvolta riflettere una diversa biologia sottostante. In altre parole, due persone possono essere entrambe autistiche pur essendo giunte a questa condizione attraverso percorsi biologici differenti.
Siamo ancora agli inizi nella comprensione dell'autismo, ma studi come questo ci avvicinano a una visione più personalizzata della condizione: una visione che riconosce come non esista un unico cervello autistico né un'unica biologia dell'autismo.
What if autism isn't one biological condition?
A major 2026 study suggests it may not be.
Researchers analyzed brain scans from nearly 1,000 autistic people and discovered two distinct patterns of communication between brain regions.
One group showed:
• Higher-than-usual brain connectivity (hyperconnectivity)
The other showed:
• Lower-than-usual brain connectivity (hypoconnectivity)
Even more interesting, these patterns were linked to different biological systems.
The hyperconnectivity group was associated with immune-related pathways
The hypoconnectivity group was associated with synaptic pathways—the systems that help brain cells communicate with one another.
This doesn't mean there are only two "types" of autism.
In fact, these two biological patterns explained only about 25% of the autistic people in the study. The researchers believe many additional biological subtypes likely exist.
What makes this study exciting is that it moves beyond behaviour.
Previous research (2025) has shown that autistic people can have different behavioural profiles.
This study suggests those differences may sometimes reflect different underlying biology.
In other words, two people can both be autistic but arrive there through different biological pathways.
We're still in the early days of understanding autism, but studies like this move us closer to a more personalized understanding of autism; one that recognizes there isn't a single autistic brain or a single autistic biology.