02/09/2026
Quando ieri pomeriggio i carabinieri e i vigili del fuoco hanno forzato l'ingresso di una casa a Roma, si sono trovati davanti una tragedia.
C'erano i corpi senza vita di Luca Ambasciano, di 42 anni, della moglie Valentina Pambianco, di 41, della loro figlioletta Bianca di appena cinque anni, disabile, e persino del loro cane.
Hanno trovato anche dei bigliettini,
su uno c'era scritto:
"Da soli non ce la facciamo".
Quel bigliettino raccontava una verità che spesso si sceglie di non vedere, e cioè la Solitudine profonda in cui si trovano a camminare tante famiglie.
Quando la vita ti mette davanti a salite così ripide, quando ogni giorno è una battaglia invisibile fatta di cure costanti per la disabilità della bambina, di stanchezza che si accumula e di paure taciute, il mondo fuori continua a correre come se niente fosse.
Quel "da soli non ce la facciamo" trovato nei messaggi non era una resa improvvisa, ma il grido disperato di chi ha provato a resistere fino all'ultimo respiro, ritrovandosi però a combattere una guerra troppo grande per due sole persone.
Questo non è il momento dei processi o delle condanne, perché nessuno può sapere davvero cosa pesasse su quelle pareti e quanto buio possa diventare il mondo quando ci si sente completamente abbandonati a se stessi, nonostante il sostegno, anche economico, dei servizi sociali di Roma.
È solo il momento di fermarsi a pensare a quante vite invisibili lottano in silenzio nei nostri quartieri, dietro porte blindate che nessuno apre mai.
Una tragedia che tocca tutti noi e che ci ricorda quanto sarebbe importante esserci prima, quando ancora c'è spazio per Tendere una Mano, per Ascoltare, o semplicemente per fare in modo che nessuno debba mai arrivare a pensare che l'unica via d'uscita sia il silenzio.
Se esiste un Paradiso...
spero che siate lì ora,
finalmente in Pace.
✍🏻 Genny Dani