Il Gorilla nella Giungla Sbagliata

Il Gorilla nella Giungla Sbagliata SAMIZDAT del GORILLA —> https://www.amazon.it/dp/B0FP5F9GM2

Questo spazio è un esperimento di libertà collettiva.

Una tribù di scrittori, lettori e spiriti indocili che credono ancora nella parola viva.

27/07/2026

Ciao risorse,

ci avete mai fatto caso che nelle aziende italiane il problema non è tanto lavorare, quanto fingere che qualsiasi richiesta sia realizzabile?
Perché il “non si può fare” non è contemplato.
È una frase oscena.
Una roba che, pronunciata durante una riunione, produce lo stesso silenzio che ci sarebbe se tirassi fuori il c***o durante la presentazione del budget trimestrale.
Nelle aziende italiane non si dice mai no.
Si dice:
“Vediamo.”
“Facciamo una verifica.”
“Proviamo a ragionarci.”
“Cerchiamo di trovare una soluzione.”
Che, tradotto dal linguaggio manageriale, significa:
“Non abbiamo la minima idea di come fare, ma speriamo che nel frattempo cambi il direttore, fallisca il fornitore o muoia il richiedente.”
Alle 9:12 arriva il capo.
Sorride.
Male.
Quando il capo sorride di prima mattina significa che ha avuto un’idea.
E quando un capo ha un’idea, da qualche parte un impiegato perde il diritto alla pausa pranzo.
Si avvicina alla scrivania con passo sereno, appoggia una mano sul divisorio e pronuncia la frase più pericolosa della vita d’ufficio:
“Mi servirebbe una cosa semplice.”
Semplice.
Certo.
In aziendalese, “semplice” indica solitamente un report ricavato incrociando quattordici file Excel, tre database che non comunicano tra loro e una piattaforma sviluppata nel 2007 da un programmatore serbo oggi irreperibile.
I dati sono parziali.
Il sistema va in errore.
Due fornitori non rispondono alle mail da quando c’era il governo Gentiloni.
L’unica collega che conosce la procedura è in ferie in un villaggio naturista della Costa Brava e ha spento il telefono dopo un esaurimento nervoso.
Il capo continua:
“Ci servirebbe il dato settimanale, possibilmente suddiviso per giorno, impianto, provincia, tipologia, fascia oraria e colore degli occhi dell’operatore.”
Tu lo guardi.
Lui guarda te.
“Per quando?”
“Guarda, sarebbe urgente.”
“Quanto urgente?”
“Per ieri.”
Fantastico.
Tu provi a spiegargli che il dato non esiste.
Non che sia difficile da trovare.
Non esiste proprio.
Non è mai stato rilevato da nessuno, in nessun sistema, in nessuna epoca storica.
Neppure i Sumeri disponevano di quel c***o di dato.
Lui annuisce con l’espressione comprensiva di chi non ha capito assolutamente nulla.
“Va bene. Allora mettiamo una stima.”
Una stima.
Certo.
Inventiamolo.
Perché nelle aziende italiane la differenza tra un dato reale e una st*****ta è che la st*****ta viene inserita in una tabella con il logo aziendale in alto a destra.
Tu passi la giornata a ricostruire numeri utilizzando mail vecchie, screenshot, telefonate, formule copiate da un file chiamato “REPORT_DEFINITIVO_ULTIMO_VERO_3”.
Alle 18:47 il miracolo è compiuto.
Il report parte.
Ventisette destinatari in copia.
Ventidue non lo apriranno mai.
Due lo apriranno per sbaglio mentre cercano il menù della mensa.
Uno risponderà soltanto:
“Grazie.”
Senza firma.
Senza buongiorno.
Senza sapere che cosa gli hai mandato.
Un altro scriverà:
“Interessante. Manca però una colonna.”
La colonna, naturalmente, non era mai stata richiesta.
Poi il silenzio.
Passano quarantotto ore.
Tu inizi quasi a credere che sia finita.
Che il tuo lavoro sia stato accettato.
Che, per una volta, nessuno abbia intenzione di infilarti un cactus nel c**o con una richiesta integrativa.
Poi arriva la mail del direttore.

Oggetto: R: R: R: REPORT.

La apri.
“Molto interessante.”
Pausa.
“Possiamo averlo anche diviso per colore?”
E tu, invece di rispondere:
“No, p***a pu***na, perché non significa niente”,
scrivi:
“Certamente, facciamo una verifica.”
Perché il problema delle aziende italiane non sono i capi che chiedono cose impossibili.
Sono tutti quelli che, pur sapendo che sono impossibili, continuano a rispondere:
“Vediamo”

La tua bontà non è debolezza. È la cosa più preziosa che porti con te.🦍
21/07/2026

La tua bontà non è debolezza. È la cosa più preziosa che porti con te.
🦍

Though others may sometimes act with unkindness, please protect the goodness within you. The world will not always be gentle—but what lives within you doesn’t have to reflect what surrounds you. Keep blooming with love, regardless of the weather around you. Your goodness is not weakness. It is the most precious thing you carry.

May you and all beings be well, happy and at peace. 🙏

Come NON diventare il gorilla perfetto(Manuale breve di resistenza buffa)C’era una volta, nella solita giungla sbagliata...
22/06/2026

Come NON diventare il gorilla perfetto

(Manuale breve di resistenza buffa)

C’era una volta, nella solita giungla sbagliata,
una mamma gorilla premurosa e ansiosa,
che voleva per il suo cucciolo tutto quello che lei non aveva avuto.
Lo voleva forte, brillante, impeccabile.
In pratica: un Gorilla modello da esposizione.
Così ogni mattina lo ammoniva:
Così ogni mattina lo ammoniva:

«Non piangere, sembri un lemure.

Non inciampare, che fai br**ta figura con gli altri cuccioli.

Stai dritto.
Parla bene.
Non ridere così forte.
Non stare da solo.
Non stare con quelli.
Tagliati il pelo.
Pettinati meglio.
Mangia di più.
Mangia di meno.
Sii prudente.
Sii coraggioso.
Sii umile.
Ma fatti valere.
Trova un lavoro serio.
Non perdere tempo.
Non fare il buffone.
Non fare domande strane.
Non fidarti troppo.
Non essere diffidente.
Sii forte.
Sii intelligente.
Sii speciale.
Sii normale.

E, se ti avanza tempo, salva pure il mondo.»

Il piccolo Gorilla ci provò.
Per un po’.
Ma non funzionava.
Scivolava dagli alberi, rideva nei momenti sbagliati, si commuoveva per una farfalla.
E dentro sentiva una nausea: non era lui a volerlo, ma gli altri a pretenderlo.
Un giorno, stanco marcio di rincorrere una versione di sé che non gli apparteneva, si sedette sotto un grande baniano e lasciò che il silenzio facesse quello che nessuno aveva mai fatto davvero: ascoltarlo.
Lì arrivò un vecchio Gorilla spelacchiato, con gli occhi stanchi e pieni di storie.
Si sedette accanto, sbucciò un frutto ammaccato e glielo porse.
Poi disse:
«Vedi questo frutto?
Storto, graffiato, pieno di cicatrici. È dolce proprio per questo.
La perfezione non nutre.
La perfezione non ama.
La perfezione non fa ridere nemmeno.
Se ti ostini a diventare perfetto, finisci che ti mangi da solo.
Meglio sbagliato e vivo che liscio e vuoto.»
Si grattò la pancia, si alzò e, andandosene senza voltarsi, aggiunse:
«E comunque… nessuno si ricorda dei Gorilla perfetti.
I buffi, i veri, quelli storti… li porta nel cuore persino il vento.»
Da quel giorno il piccolo Gorilla smise di rincorrere copioni altrui.
Non diventò mai un brand, né un modello da giungla.
Cominciò a camminare come gli veniva naturale: storto, buffo, ma vero.
Non invecchiò mai davvero. Ogni giorno più ridicolo, ogni giorno più vivo.
Piano piano, persino la giungla smise di chiedergli perfezione.
E iniziò a ridere con lui.
Perché, alla fine, nessuno può resistere a un Gorilla che cade, si rialza e se la ride.
E così capì che perfetto non lo sarebbe mai stato.
E grazie a Dio.

Qualcuno ha costruito un arco di sette pietre davanti a una montagna immensa. Un gesto inutile.Il genere di cosa che il ...
22/06/2026

Qualcuno ha costruito un arco di sette pietre davanti a una montagna immensa.

Un gesto inutile.

Il genere di cosa che il Gorilla approva

ACCANTO A TOTÒTotò guarda il Gorilla da capo a piedi.Fa il giro completo.Poi torna davanti.«Mi scusi…»Pausa.«Lei è auten...
19/06/2026

ACCANTO A TOTÒ

Totò guarda il Gorilla da capo a piedi.

Fa il giro completo.

Poi torna davanti.

«Mi scusi…»

Pausa.

«Lei è autentico o è una riproduzione?»

«Sono io.»

Totò annuisce.

«Eh.»

Pausa.

«Di questi tempi è già una rarità.»

Silenzio.

Totò osserva la gente che passa.

Uomini con l’aria importante.
Donne con l’aria occupata.
Gente che cammina come se stesse trasportando il destino del pianeta.

«Li vede?»

«Chi?»

«Tutti.»

Pausa.

«Pare che abbiano un appuntamento con l’eternità.»

Silenzio.

«E invece spesso stanno andando a comprare il pane.»

Il Gorilla ride.

Totò no.

«Sa qual è il dramma dell’uomo moderno?»

«Quale?»

«Che prende tutto sul serio.»

Pausa.

«Perfino sé stesso.»

Silenzio.

Il Gorilla riflette.

«E non dovrebbe?»

Totò si aggiusta i baffi.

«Una volta ogni tanto sì.»

Pausa.

«Ma non sempre.»

«Perché?»

Totò sorride.

«Perché uno che si prende sempre sul serio diventa una pratica amministrativa.»

Silenzio.

Il Gorilla annuisce.

«In effetti.»

Totò indica la città.

«Guardi quello.»

«Chi?»

«Quello che cammina veloce.»

«E allora?»

«Non lo so.»

Pausa.

«Ma sembra in ritardo da almeno vent’anni.»

Silenzio.

Il Gorilla scoppia a ridere.

Totò continua a guardare avanti.

«Gli uomini fanno una fatica enorme per sembrare qualcosa.»

«Cosa?»

«Importanti.
Intelligenti.
Vincenti.
Profondi.»

Pausa.

«Poi arriva una febbre a trentanove e tornano tutti uguali.»

Silenzio.

«Come le patate.»

Il Gorilla ride ancora.

«Lei è cattivo.»

«No.»

Pausa.

«Osservo.»

Silenzio.

Dopo un po’ il Gorilla domanda:

«E allora come si dovrebbe vivere?»

Totò ci pensa.

«Mah.»

Pausa.

«Forse come quando si va al cinema.»

«Cioè?»

«Sapendo che è un film.»

Silenzio.

«Il problema non è recitare.»

Pausa.

«Il problema è dimenticarsi che il sipario esiste.»

Silenzio lungo.

Totò si alza.

Sistema la giacca.

Fa due passi.

Poi si volta.

«E si ricordi una cosa.»

«Quale?»

Totò sorride.

«Quasi tutti fanno gli attori.»

Pausa.

«Ma pochissimi sono comici.»

E se ne va.

Il Gorilla resta seduto a guardare la città.

Per la prima volta gli sembra piena di palcoscenici

Gorilla vs Nisargadatta MaharajGORILLA: Ho letto il suo libro.NISARGADATTA: Male.GORILLA: Come male?NISARGADATTA: Hai le...
18/06/2026

Gorilla vs Nisargadatta Maharaj

GORILLA: Ho letto il suo libro.

NISARGADATTA: Male.

GORILLA: Come male?

NISARGADATTA: Hai letto le parole.

GORILLA: E cosa dovevo leggere?

NISARGADATTA: Quello che c’è prima delle parole.

GORILLA: Questa sembra una frase da calamita del frigorifero.

NISARGADATTA: Anche la tua identità.

GORILLA: Touché.

NISARGADATTA: Tu passi la vita a lucidare il personaggio.

GORILLA: E lei?

NISARGADATTA: Io vendo si*****te.

GORILLA: Questa non me l’aspettavo.

NISARGADATTA: L’Assoluto non paga l’affitto.

GORILLA: Finalmente una risposta concreta.

Gorilla vs Ramana MaharshiGORILLA: Come faccio a trovare me stesso?RAMANA: Chi è che vuole trovarsi?GORILLA: Io.RAMANA: ...
17/06/2026

Gorilla vs Ramana Maharshi

GORILLA: Come faccio a trovare me stesso?

RAMANA: Chi è che vuole trovarsi?

GORILLA: Io.

RAMANA: Chi è questo io?

GORILLA: Ah, ricominciamo.

RAMANA: Chi dice “ricominciamo”?

GORILLA: Senta, io ho fatto diciotto ore di aereo e tre di macchina per arrivare qui.

RAMANA: Chi ha fatto diciotto ore di aereo e tre di macchina?

GORILLA: Adesso basta.

RAMANA: Chi è che dice basta?

GORILLA: Mi sta prendendo per il c**o?

RAMANA: Chi è che viene preso per il c**o?

GORILLA: …

RAMANA: …

GORILLA: Se continuo così finirò per non sapere più chi sono.

RAMANA: Esatto.

GORILLA: Ah.

RAMANA: …

GORILLA: Questa era cattiva.

Elogio dell’ErroreGli errori sono piste segrete.Chi inciampa apre strade che i manuali non disegnano.Chi non sbaglia res...
12/06/2026

Elogio dell’Errore

Gli errori sono piste segrete.

Chi inciampa apre strade che i manuali non disegnano.
Chi non sbaglia resta in vetrina:
lucido,
fermo,
inutile.

Meglio cento cadute che una vita immobile.

Perché ogni cicatrice
è un diploma che nessuna scuola rilascia.

Nota dei Gorilla

Se non hai mai sbagliato,
probabilmente non hai mai vissuto davvero.

Elogio dei Sogni StortiCi hanno insegnato a sognare in linea retta:carriera, successo, famiglia felice da confezione di ...
11/06/2026

Elogio dei Sogni Storti

Ci hanno insegnato a sognare in linea retta:
carriera, successo, famiglia felice da confezione di biscotti.
Sogni stirati, buoni solo per la vetrina.

I Gorilla no.
I Gorilla sognano diverso.

Sogni che zoppicano, che inciampano, che puzzano di libertà.
Sogni che non rientrano nei grafici motivazionali.

Meglio un sogno storto che ti sveglia la notte
che un sogno perfetto che ti addormenta la vita.

Nota dei Gorilla

Se il tuo sogno non fa ridere qualcuno,
non è ancora abbastanza storto.

Elogio della   GentileLa bestemmia gentile è una granata infilata in una rosa.Non serve a distruggere.Serve ad aprire un...
11/06/2026

Elogio della Gentile

La bestemmia gentile è una granata infilata in una rosa.

Non serve a distruggere.
Serve ad aprire una finestra
quando l’aria è diventata religione.

Fa saltare l’altare impolverato
per ridarci lo spazio di ballare.

È la lingua madre del dolore che ride.
L’ultimo gesto sincero
quando le parole educate hanno smesso di funzionare.

Nota del Gorilla

Ogni tanto bestemmiare
è pregare senza bugie.

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