Dott.ssa Maria Lucia Evangelisti

Dott.ssa Maria Lucia Evangelisti Psicologa Clinica, Psicoterapeuta Analitica in formazione
Consulenze e supporto psicologico, laboratori esperienziali
Gestione dello stress, d. dell'umore

d'ansia, attacchi di panico, d. alimentari, problematiche adolescenziali, d.della personalità, d.

Quante volte giudichiamo qualcosa prima ancora di averlo vissuto? La mente si costruisce opinioni su ciò che non conosce...
20/08/2026

Quante volte giudichiamo qualcosa prima ancora di averlo vissuto? La mente si costruisce opinioni su ciò che non conosce e spesso questo diventa il filtro con cui guardiamo il mondo e le persone. L’esperienza, invece, ci chiede di sospendere il giudizio e restare nella scoperta.

L’esperienza non è solo informazione: è trasformazione. Cambia il modo in cui capiamo il dolore, la perdita, l’amore, la paura, non perché ne sappiamo di più, ma perché li abbiamo attraversati. E chi li ha attraversati parla (o tace) in modo diverso da chi li ha solo immaginati.

In terapia lo vedo spesso: le persone arrivano con idee molto chiare su cosa “dovrebbero” sentire o fare, costruite a tavolino, lontane da ciò che stanno realmente vivendo. Il lavoro terapeutico è proprio questo: tornare al contatto diretto con la propria esperienza, invece che alle sue rappresentazioni mentali.

Forse la vera conoscenza comincia proprio lì: nello spazio tra ciò che pensiamo di sapere e ciò che abbiamo davvero vissuto.

E tu, cosa hai imparato solo attraversandolo, e non semplicemente pensandolo? Se vuoi raccontamelo nei commenti 🤍

C’è una cosa che vedo tornare, in seduta, quasi ogni volta che qualcuno si ferma davanti a un bivio importante: la paura...
18/08/2026

C’è una cosa che vedo tornare, in seduta, quasi ogni volta che qualcuno si ferma davanti a un bivio importante: la paura arriva, puntuale, proprio lì. Non prima, non nelle piccole cose. Solo dove c’è qualcosa da perdere per davvero.

Ho imparato a non trattarla più come un nemico. È una specie di bussola rovesciata: ci indica, indirettamente, cosa conta. Se avessimo paura di tutto allo stesso modo, la paura non ci direbbe niente. Il fatto che si accenda proprio lì, davanti a un legame vero, a una scelta che ci espone, può essere già una risposta.

Evitarla è una tregua, non una soluzione. Si allontana il dolore di oggi rimandandolo, quasi sempre, a un rimpianto più silenzioso e più lungo. Ho visto persone costruirsi un’intera vita fatta di comfort e distanza di sicurezza, e accorgersi solo dopo di aver disertato proprio l’appuntamento che contava.

Per questo, nel mio lavoro, parto spesso da uno sguardo in avanti insieme al paziente: cosa succederà, tra qualche anno, se si continua a scegliere sempre la fuga? Cosa si starà lasciando andare?
Capire da dove viene una paura raramente la scioglie. Immaginare cosa si starà lasciando andare, quello sì, a volte muove qualcosa.

Attraversare la paura non è coraggio nel senso eroico della parola. È solo, semplicemente, scegliere di restare quando tutto spingerebbe a scappare e l’unico modo per tornare davvero a sentire e a scegliere.

💬 C’è una paura che stai attraversando, o che stai ancora rimandando?

Vorremmo guarire in fretta.Smettere di soffrire, lasciarci alle spalle ciò che è stato, tornare finalmente a sentirci be...
14/08/2026

Vorremmo guarire in fretta.
Smettere di soffrire, lasciarci alle spalle ciò che è stato, tornare finalmente a sentirci bene.
Ma la guarigione interiore raramente è un processo rapido.
E soprattutto, non è un ritorno a ciò che eravamo prima.

La psicoterapia può richiedere tempo perché non si tratta soltanto di eliminare un sintomo o di stare meglio. È un processo che coinvolge il modo in cui guardiamo noi stessi, le nostre relazioni, la nostra storia e quei conflitti interiori che, spesso, abbiamo imparato a non vedere.
Nella relazione con il terapeuta si apre uno spazio in cui poter ascoltare ciò che dentro di noi è rimasto inascoltato. Emergono ricordi, emozioni, sogni, desideri e parti di noi che per molto tempo sono rimaste nell’ombra.
E, lentamente, qualcosa può trasformarsi.
Non perché diventiamo qualcun altro.
Ma perché iniziamo a riconoscere chi siamo.

La guarigione interiore, allora, non è soltanto smettere di soffrire.
È anche il percorso attraverso cui una persona può diventare sempre più consapevole, integra e autentica.
Un movimento verso l’individuazione.
Verso lo svelamento di ciò che si è.

Per questo, sii gentile con il tuo dolore.

Alcune trasformazioni hanno bisogno di tempo.

✨ Salva questo post se senti di aver bisogno di ricordartelo.

23/04/2026

Viviamo in uno stato di iperattivazione continua. Notifiche, pensieri, stimoli, relazioni: il sistema nervoso è sempre in allarme.

In queste condizioni, non stiamo scegliendo. Stiamo reagendo.

Dal punto di vista neuroscientifico, quando restiamo costantemente attivati, è il circuito della sopravvivenza a guidarci: amigdala iperattiva, attenzione selettiva sul pericolo, bisogno di controllo, ricerca immediata di sollievo.

È qui che spesso nascono le scelte che non ci rappresentano davvero. Non perché non sappiamo cosa vogliamo, ma perché non siamo in uno stato interno che ci permette di sentirlo.

Fermarsi, allora, non è un lusso. È una regolazione.

Significa dare spazio alla corteccia prefrontale, rallentare il ritmo interno, permettere al corpo di uscire dalla modalità allarme. E solo quando il corpo si calma, la percezione si affina.

Perché i bisogni autentici non emergono nel rumore. Emergono nella quiete.

Sul piano archetipico, questo è il passaggio dall’Eroe in lotta al Saggio che osserva. Dall’azione compulsiva alla presenza.

È il momento in cui Psiche smette di cercare fuori e torna nel suo mondo interno, dove incontra non ciò che vorrebbe trovare, ma ciò che è.

E qui accade qualcosa di sottile ma decisivo: si passa dalla reazione alla scelta.

Non sempre ciò che emerge è rassicurante. A volte è un limite. A volte è un bisogno che avevamo ignorato. A volte è la fine di un’illusione.

Ma è reale.

E il reale orienta, mentre il rumore confonde.

Fermarsi, quindi, è un atto profondamente trasformativo: non perché ci dia subito risposte, ma perché ci riporta nello stato interno in cui le risposte possono finalmente emergere.

Felice e onorata di condividere con voi una tappa importante del mio percorso professionale: da oggi sono membro della C...
27/02/2025

Felice e onorata di condividere con voi una tappa importante del mio percorso professionale: da oggi sono membro della Consulta Giovanile dell’Ordine degli Psicologi d’Abruzzo.
Ringrazio di cuore chi ha creduto in me e mi ha dato questa opportunità. Far parte di questa realtà significa per me poter contribuire attivamente alla crescita della nostra professione, dando voce alle esigenze dei giovani psicologi e lavorando insieme per un futuro sempre più solido e consapevole.

Grazie a tutti!

SIAMO INAGIBILI. Io credo di appartenere a una tipolo gia umana di cui si parla poco: gli inagibili. L’uomo inagibile e ...
21/09/2024

SIAMO INAGIBILI. Io credo di appartenere a una tipolo gia umana di cui si parla poco: gli inagibili. L’uomo inagibile e come una casa colpita dal terremoto. Non è caduta, ma è pericoloso starci dentro. Il terremoto che rende inagibili gli umani in genere si verifica nell’infanzia. Non è detto che il terremoto è quello che ci raccontiamo noi ricostruendo la nostra vita da soli o con l’aiuto di un analista. Il terremoto di cui parlo è molto misterioso, è qualcosa di diverso dal trauma. Gli inagibili sono inquieti di lungo corso, con l’aggiunta di tremori feroci e im-provvisi. Nel mio caso sono gli attacchi di panico, ma ognuno ha il suo modo di arrivare al dunque con la vita. Le persone rotte temono di cadere, magari per un nuovo terremoto anche lieve. E il timore ancora più grande è la sensazione di essere irreparabili. Se chiudi una crepa se ne apre un’altra. Se la nascondi se ne aprono tantissime. Non sei più un essere umano ma un allevamento di crepe. L’unico sollievo possibile per chiè inagibile è trovare persone con gli stessi problemi e farsi com-pagnia. Tu pensi di essere una sventura particolare e invece ti accorgi che è proprio la condizione umana a essere inagibile.
E allora ti ritrovi fratello di gente che ti sembrava incolume e vigorosa. Tutta apparenza. La verità è che da tempo gli esseri umani sono divenuti inagibili o forse lo sono sempre stati.
Siamo bruciati dalla vampa del ve**re al mondo e passiamo la vita dentro questa vampa fino a diventare cenere. La salute può ve**re solo dalla resa al nostro destino. La farfalla paga il suo prezzo a essere farfalla, la pietra paga il suo prezzo a essere pietra. Noi siamo vivi perché siamo inagibili. Se fossimo saldi e senza crepe non saremmo carne viva, ma calcestruzzo.

❤️

✒️ Franco Arminio, La cura dello sguardo.

👉🏻 Sfatiamo i miti del nostro tempo: Il Mito della Psicoterapia: Una Riflessione Critica.(Tratto dal testo: I miti del n...
29/05/2024

👉🏻 Sfatiamo i miti del nostro tempo: Il Mito della Psicoterapia: Una Riflessione Critica.
(Tratto dal testo: I miti del nostro tempo, Umberto Galimberti)

⚠️ È un carosello quindi per leggerlo dovete scorrere le immagini del post.

Nel libro “I miti del nostro tempo”, Umberto Galimberti affronta un tema attuale e spesso frainteso: il mito della psicoterapia. In un’epoca dove la ricerca del benessere psicologico è sempre più centrale, si ritiene necessaria una riflessione critica sulla psicoterapia e sul suo ruolo nella società contemporanea.

‼️La psicoterapia può essere un prezioso strumento di crescita e guarigione, ma è fondamentale avvicinarsi ad essa con una consapevolezza critica, riconoscendo i suoi limiti e le sue potenzialità. In un mondo sempre più complesso e stressante, la riflessione di Galimberti ci ricorda l’importanza di un approccio equilibrato e olistico alla salute mentale.

Indirizzo

Spazio Psychè, Studio Di Psicologia E Mindfulness/Via Cimino 3 (Piazza Duomo)
L'Aquila
67100

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