10/10/2026
Oggi è la Giornata Mondiale della Salute Mentale 🧠✨
Il tema ufficiale di quest’anno è "Ascoltare le esperienze vissute: voci vere, vero cambiamento". Un invito fondamentale a mettere al centro le storie reali delle persone per generare una trasformazione profonda dei servizi e del supporto sociale.
Come psicologa, ascolto da anni le storie e il dolore dei caregiver familiari. Ma da due anni sono costretta ad ascoltare, in prima persona, anche la mia storia. Oggi sono io stessa una caregiver, e a mia volta mi faccio aiutare.
Proprio per questo sento il dovere professionale e umano di denunciare una realtà drammatica.
La presa in carico totale delle famiglie con disabilità da parte delle istituzioni, semplicemente, non esiste. È una finzione. I servizi pubblici e le stesse associazioni, spesso in totale affanno e sottofinanziati, offrono solo interventi parziali e frammentati. Tutto il peso dell'assistenza diurna e notturna ricade interamente sulle spalle del caregiver.
In questo contesto di abbandono istituzionale, se una famiglia non ha grandi disponibilità economiche per aiuti privati é difficile.
La stanchezza del caregiver non è una stanchezza comune, non parliamo di un affaticamento passeggero. Parliamo di un'ipervigilanza continua che costringe la persona ad un continuo sforzo psicofisico. La produzione perenne di cortisolo (l'ormone dello stress) e la totale mancanza di un sonno rigenerante predispongono il corpo e la mente allo sviluppo di patologie.
Se a questo carico cronico si sommano eventi traumatici — come il sopraggiungere di una malattia grave o la perdita di una persona cara — il caregiver è esposto a un vero e proprio Disturbo Post-Traumatico Questa fragilità non si può banalizzare, non si può scherzare e non si può distogliere lo sguardo.
Mi sento di condividere qualche riflessione:
- Nessuno deve validare il tuo dolore. La tua sofferenza è reale e biologica. Elimina immediatamente dalla tua vita chi la sminuisce, chi ci scherza su o si mette in competizione creando un inutile sovraccarico.
- Il bisogno di aiuto non giustifica il maltrattamento. Chi ti aiuta deve farlo per amore, non per calcolo o per ottenere il diritto di calpestarti. Chi ti vuole bene davvero ti alleggerisce, ti fa sentire adeguato anche quando ti senti crollare e non giudica la tua vita.
- Se conoscete un caregiver e non potete offrirgli supporto, sollievo, protezione o aiuto concreto, rimanete in silenzio. Molto meglio il silenzio che un commento tossico. Un ulteriore carico emotivo può distruggere.
- Non sei tu che devi capire gli altri perché non vogliono sentirsi inadeguati se parlano a sproposito é l'esatto contario.
Chi si prende cura degli altri ha il diritto sacrosanto di essere protetto. La nostra salute mentale ha lo stesso identico valore di quella di chi assistiamo. 🤍