Sandra Iannozzi Psicologa Psicosessuologa

Sandra Iannozzi Psicologa Psicosessuologa Psicologa clinica e psico-sessuologa ad approccio pluralistico integrato.

Psicologa Clinica, offro percorsi di sostegno psicologico per adulti, adolescenti, individuali e di coppia. I percorsi psicologici saranno concordati con la persona e basati sulle sue necessità, bisogni e sensibilità specifiche.

07/08/2026

Ma perché non funziona tutto come nei film? Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’anni, in un caffè del centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante il momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: ‘non importa, l’importante è che sei qui’? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’? Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili… non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.

David Grossman

01/08/2026

L’amore non è soltanto una relazione con una particolare persona: è un’attitudine, un orientamento di carattere che determina i rapporti di una persona col mondo, non verso un «oggetto» d’amore. Se una persona ama solo un’altra persona ed è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è amore, ma un attaccamento simbiotico, o un egotismo portato all’eccesso. Eppure la maggior parte della gente crede che l’amore sia costituito dall’oggetto, non dalla facoltà d’amare. Infatti, essi credono perfino che sia prova della intensità del loro amore il fatto di non amare nessuno tranne la persona «amata». Questo è un errore. Poiché non si vede che l’amore è un’attività, un potere dell’anima, si ritiene che basti trovare l’oggetto necessario e che, dopo ciò, tutto vada da sé. Questa teoria può essere paragonata ‘a quella dell’uomo che vuole dipingere ma che, anziché imparare l’arte, sostiene che deve solo aspettare l’oggetto adatto, e che dipingerà meravigliosamente non appena lo avrà trovato. Se amassi veramente una persona, amerei il mondo, amerei la vita. Se posso dire a un altro «ti amo», devo essere in grado di dire «amo tutti in te, amo il mondo attraverso te, amo in te anche me stesso».

Erich Fromm

28/07/2026

Il 91,4% delle preoccupazioni non si avvera.

Ma il cervello ansioso le tratta come se fossero già realtà.

In uno studio su persone con disturbo d’ansia generalizzato, i partecipanti hanno monitorato le proprie preoccupazioni nel tempo. Il risultato: in media, il 91,4% delle previsioni negative non si è verificato.

Questo non significa che “l’ansia inventa tutto”.

Significa che l’ansia tende a sovrastimare la probabilità del pericolo e a sottostimare la propria capacità di affrontarlo.

È un errore di previsione.

Il cervello prende un possibile scenario futuro e lo trasforma in una minaccia presente. Così il corpo reagisce prima ancora che qualcosa sia successo: tensione, allerta, pensieri ripetitivi, bisogno di controllo.

Il problema è che il rimuginio sembra utile.

Ti dà l’impressione di prepararti.
Di prevenire.
Di proteggerti.

Ma spesso non risolve il problema: mantiene il sistema bloccato nello stesso allarme.

La ricerca sul worry mostra che la preoccupazione può funzionare come evitamento cognitivo: invece di entrare davvero nell’emozione e processarla, la mente resta dentro un ciclo verbale di “e se…?”.

E più cerchi certezza assoluta, più l’incertezza diventa intollerabile.

Per questo l’obiettivo non è convincerti che non succederà mai nulla di brutto.

L’obiettivo è allenare il cervello a distinguere tra possibilità e probabilità.

Tra un pensiero e una previsione affidabile.

Tra prepararsi e consumarsi.

Non tutte le paure meritano la tua giornata intera.

Alcune chiedono solo di essere osservate abbastanza a lungo da scoprire che non erano realtà.

Erano allarme.

👉 Segui per scoprire altre ricerche spiegate in modo semplice e chiaro.

Fonti:
LaFreniere, 2020, Exposing Worry’s Deceit: Percentage of Untrue Worries in Generalized Anxiety Disorder Treatment, Behavior Therapy.
Borkovec, 1998, Worry: A cognitive phenomenon intimately linked to affective, physiological, and interpersonal behavioral processes, Cognitive Therapy and Research.
Dugas, 1998, Generalized anxiety disorder: A preliminary test of a conceptual model, Behaviour Research and Therapy.

28/07/2026

In una famiglia nevrotica possono nascere figli altrettanto nevrotici ma può anche nascere un bambino sano.
Costui si ribellerà con tutte le sue forze e si sentirà sempre fuori dal coro, sbagliato e soffrirà molto in questa situazione.
Sarà diverso.
Sarà solo.
Ed è per questo che farà bene a non mollare ed a fare di tutto per mantenere sana la sua mente e a trovare un modo per spezzare la catena familiare, prima che si perpetui ancora e ancora.
Il cambiamento è temuto, osteggiato.
Allora il silenzio diviene la possibilità di esistere davanti all’incomunicabilità di certi mondi, quando ti accorgi che una persona non è pronta a sentire quel che vorresti dirle, quando parlare varrebbe dire solo acuire lo scontro fra due muri.

Marie Louise von Franz

19/07/2026

Non puoi guarire al posto di qualcun altro. Puoi solo lavorare su di te.

È una verità scomoda, soprattutto quando vuoi bene a qualcuno.
Quando vedi il suo dolore, la sua confusione, i suoi schemi.
E una parte di te vorrebbe alleggerirgli il cammino, anticipare la sua presa di coscienza, risparmiargli certe cadute.

Ma la crescita non si delega.

Nessuno può fare il lavoro interiore al posto di un altro.
Nessuno può cambiare davvero se non è lui, per primo, a scegliere di guardarsi.

Per questo le relazioni più sane non sono quelle in cui ci si salva a vicenda.
Sono quelle in cui ciascuno si assume la responsabilità del proprio percorso.

Io lavoro su di me.
Tu lavori su di te.
E nel farlo, smettiamo di chiederci di essere soluzione l’uno per l’altro.

Non è distanza.
È rispetto.

Perché amare qualcuno non significa prenderlo in carico.
Significa non usare il legame come scusa per evitare il proprio lavoro interiore.

A volte la forma più profonda di amore
è smettere di voler cambiare l’altro
e iniziare a diventare, ciascuno, più consapevole di sé.

👉 Ti è mai capitato di capire che una relazione è cambiata davvero solo quando avete iniziato entrambi a lavorare su voi stessi?

19/07/2026

Crescere un figlio non significa solo nutrirlo, proteggerlo o guidarlo. Significa soprattutto stargli accanto emotivamente, parlargli, ascoltarlo davvero, riconoscere ogni suo piccolo passo avanti.[...]
È nelle relazioni d’affetto, nel calore degli sguardi, nelle parole che incoraggiano e negli abbracci che rassicurano, che nasce la vera crescita emotiva. Dove c’è amore si cresce bene. Dove c’è violenza, gelo, silenzio o indifferenza, invece, si cresce feriti.
Viviamo in una società veloce, distratta, piena di tecnologia ma povera di dialogo. Troppi genitori parlano poco, o solo di regole, compiti, giacche e semafori. Troppo raramente chiedono ai propri figli una domanda semplice ma decisiva:
“Sei felice?”
Il vero compito educativo non è controllare, giudicare o pretendere.
Il vero compito è esserci, riconoscere le emozioni, sostenere quando si cade, valorizzare quando si avanza. Perché la felicità dei figli non nasce dalle prestazioni, ma da un clima affettivo sano, caldo e presente.
L’amore, quello autentico, quotidiano, reale, resta l’unico vero terreno su cui può crescere una generazione forte, serena e capace di amare.

Umberto Galimberti

15/07/2026

Trascorriamo parecchio tempo cercando la felicità
quando il mondo intorno a noi trabocca di meraviglie.
Essere vivi e camminare sulla terra è un miracolo,
eppure la maggior parte di noi sta correndo come
se esistesse un luogo migliore in cui andare.
La bellezza ci chiama ogni giorno, ogni ora, ma raramente
siamo nella posizione di ascoltare.
La condizione essenziale perché possiamo sentire
il richiamo della bellezza e rispondervi è il silenzio.
Se non abbiamo il silenzio dentro noi stessi, se la nostra mente,
il nostro corpo, sono colmi di rumore,
non possiamo udire quel richiamo.

Thich Nhat Hanh

12/07/2026

La cosa importante è accettare se stessi. Se la condizione in cui mi trovo è causa di malessere, è segno che la rifiuto. Allora, più o meno coscientemente, tento di essere diverso da come sono; in definitiva non sono io. Se, al contrario, accetto pienamente il mio stato, troverò la pace. Non mi lamento del fatto che dovrei essere più santo, più bello, più puro rispetto a quello che sono ora. Quando sono bianco, sono bianco, quando sono nero, sono nero, punto e basta. Questo atteggiamento non impedisce che continui a lavorare su di me per poter diventare uno strumento migliore; l’accettazione di sé non limita le aspirazioni, al contrario, le nutre. Perché ogni miglioramento partirà sempre da ciò che si è realmente.

Alejandro Jodorowski

08/07/2026
08/07/2026

Chiediti sempre se ne vale la pena. Di aspettare, comprendere, giustificare i comportamenti, capire i silenzi.
Chiediti fino a che punto sei disposto ad accettare tutto ciò. E non c'entra il bene,
l'amore o qualsiasi altro sentimento... È che tutto ha un limite! Hai bisogno di qualcuno che meriti ciò che hai dentro, perché ci sono ricchezze che non vanno svendute. Emozioni che non possono essere negate. Hai bisogno di chi aggiunge, non di chi toglie! Per cattive compagnie non mi riferisco solo a gente cattiva, viziosa o distruttiva; ma soprattutto alla compagnia di persone amorfe, di gente la cui anima è morta, sebbene il corpo sia vivo.
Jung diceva una grande verità: «non rimpiango le persone che ho perso con il tempo, ma rimpiango il tempo che ho perso con certe persone, perché le persone non mi appartenevano, gli anni si.» Quando dai, ma non è mai abbastanza, cambia direzione. Non si sceglie di avere una persona accanto per peggiorare la propria vita, ma per migliorarla. E se l’amore non porta a questo non è amore. E lo stesso vale per ogni tipo di relazione. Probabilmente stai dando troppo a chi non meritava tanto. Allora ti devi perdonare: hai cercato affetto da chi non lo sapeva dare.

Paolo Crepet

Indirizzo

Via XX Settembre, 101
L'Aquila
67100

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