16/06/2026
OMOIYARI- PRENDERSI CURA
Chi torna dal Giappone rimane folgorato dalla capacità dei giapponesi di prendersi cura. In Giappone la cura non è di dominio (e carico) solo femminile; è una regola di vita. Ho cominciato a studiare la ritualità giapponese proprio perchè ho capito che è possibile, e naturale, integrare la ritualità nella quotidianità con piccoli gesti e con cura.
Per la scrittrice E. N. Longhurst OMOIYARI significa “Anticipare i bisogni altrui con generosità, mossi da empatia, senza aspettativa di ricambio, essere in una compassione disinteressata”. La chiave non è quella di diventare compiacenti, affatto, ma di esercitare l’arte di mettersi al posto dell’altro per diventare più empatici, sensibili, gentili, umani! La gentilezza, che colpisce il turista in modo permanente e causa una profonda nostalgia, viene esercitata per rendere il luogo dove si vive migliore per tutti. Per essere Omoiyari è necessario:
-cercare prima di tutto questa gentilezza in noi e verso noi stessi
-avere fiducia profonda nel prossimo e nella vita
-dare riconoscimento (e riceverlo) quando è giusto
-non avere secondi fini.
Alla fine di un pasto delizioso, cucinato da un anziano giapponese in un localino aperto solo per noi, abbiamo ricevuto in dono un origami a forma di gru; ce lo ha dato per ringraziarci di averlo scelto. Capite la grazia?
Per non parlare di come vengono fatti i pacchetti votivi, i pacchi regalo o gli incarti di qualsiasi genere, frutta inclusa!
Omoiyari non significa solo essere gentili e attenti, ma avere pensieri gentili!
Vi garantisco che questo porta energia leggera, che si percepisce durante tutto il soggiorno, in ogni luogo.
Poi arrivi in Italia, ed è come ricevere uno schiaffo in faccia...
*P