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𝐀𝐑𝐅𝐈𝐃: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥’𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐨L’ARFID (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder) è u...
15/09/2026

𝐀𝐑𝐅𝐈𝐃: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥’𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐨

L’ARFID (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder) è un disturbo dell’alimentazione caratterizzato da una marcata restrizione dell’assunzione di cibo, non motivata dal desiderio di perdere peso o da una preoccupazione per la propria immagine corporea.

L’evitamento può essere sostenuto da paura di vomitare o soffocare, esperienze negative associate al cibo, caratteristiche sensoriali degli alimenti oppure da uno scarso interesse per l’alimentazione.

Il comportamento di evitamento tende spesso a mantenersi attraverso un meccanismo di rinforzo: evitare l’alimento o la situazione temuta riduce l’ansia nell’immediato, ma contribuisce a consolidare il timore e a restringere progressivamente la varietà alimentare.

Le conseguenze possono riguardare non solo l’apporto nutrizionale, ma anche la vita sociale e quotidiana: mangiare fuori casa, viaggiare, partecipare a occasioni conviviali può diventare difficile o essere progressivamente evitato.

Per questo l’ARFID non va confuso con la semplice selettività alimentare. A fare la differenza sono la persistenza del comportamento, le sue conseguenze e il livello di interferenza con la vita della persona.

Ho approfondito il tema nel mio articolo su GuidaPsicologi: “ARFID: paura, selettività ed evitamento nel rapporto con il cibo”.

https://www.guidapsicologi.it/articoli/arfid-paura-selettivita-ed-evitamento-nel-rapporto-con-il-cibo

Settembre e il ritorno alla routine possono coincidere con un aumento dell’ansia, dello stress e, in alcune persone, con...
08/09/2026

Settembre e il ritorno alla routine possono coincidere con un aumento dell’ansia, dello stress e, in alcune persone, con la comparsa o la riacutizzazione degli attacchi di panico. Ne parlo su MundoPsicologos.com Guida Psicologi :

Settembre e il ritorno alla routine possono coincidere con un aumento dell’ansia, dello stress e, in alcune persone, con la comparsa o la

*Quando si può parlare davvero di mobbing?*Non ogni conflitto sul lavoro, un rimprovero, un ambiente difficile o un rapp...
05/09/2026

*Quando si può parlare davvero di mobbing?*

Non ogni conflitto sul lavoro, un rimprovero, un ambiente difficile o un rapporto problematico con un collega costituisce necessariamente mobbing.

Per parlare di mobbing è necessario valutare la presenza di una serie di caratteristiche specifiche e la loro evoluzione nel tempo.

Nel carousel trovi i 7 parametri di Ege, uno strumento utile per orientarsi e comprendere meglio quando una situazione lavorativa può presentare caratteristiche riconducibili al fenomeno del mobbing.

Conoscere questi elementi può aiutare a distinguere una normale difficoltà lavorativa da una situazione più complessa, che va approfondita da un professionista e valutata nella sua specificità.

👉 Se vivi una situazione di forte disagio sul lavoro, affidati a un professionista per una valutazione del tuo caso.

Nota: i 7 parametri di Ege costituiscono un modello di valutazione e non sostituiscono una valutazione clinica, psicologica o giuridica del singolo caso.

02/09/2026

La gravidanza comporta fisiologicamente cambiamenti del peso e della composizione corporea. Non sempre, però, è facile accettare queste trasformazioni.

Il termine pregoressia, utilizzato soprattutto in ambito divulgativo, non identifica una diagnosi clinica autonoma. Viene utilizzato per descrivere situazioni in cui la preoccupazione per l’aumento di peso durante la gravidanza diventa intensa e si associa a comportamenti alimentari disfunzionali.

Restrizione alimentare, eliminazione rigida di alcuni alimenti, conteggio ossessivo delle calorie, esercizio fisico eccessivo o comportamenti compensatori possono essere segnali da non sottovalutare.

È importante però fare una distinzione: preoccuparsi del proprio corpo durante la gravidanza non significa necessariamente avere un disturbo dell’alimentazione.

A diventare clinicamente rilevanti sono soprattutto la rigidità dei comportamenti, la sofferenza psicologica e l’eventuale compromissione dello stato nutrizionale e della salute della madre e del nascituro.

La gravidanza può inoltre rappresentare un momento di riacutizzazione di un disturbo dell’alimentazione già presente oppure, in alcuni casi, il periodo in cui emerge per la prima volta una sintomatologia significativa.

👉 Quando è importante chiedere aiuto?

Se la paura di ingrassare porta a mangiare sempre meno, evitare sistematicamente determinati alimenti, fare attività fisica in modo eccessivo, mettere in atto comportamenti compensatori oppure se il pensiero del peso occupa gran parte della giornata, è opportuno parlarne con un professionista.

Il ginecologo può rappresentare un primo riferimento e valutare la situazione dal punto di vista ostetrico, indirizzando eventualmente verso un percorso specialistico.

La presa in carico, quando necessaria, può prevedere un’équipe multidisciplinare composta da ginecologo, psicologo o psicoterapeuta esperto in disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, psichiatra e dietista/nutrizionista con competenze specifiche nei DCA e nella gravidanza.

L’obiettivo non è impedire il fisiologico aumento di peso della gravidanza, ma tutelare la salute materna e fetale e intervenire precocemente sulla sofferenza psicologica e sui comportamenti alimentari disfunzionali.

Parlare di questi temi significa anche contribuire a riconoscere prima i segnali e ridurre lo stigma che ancora accompagna i disturbi dell’alimentazione.

𝐇𝐚𝐢 𝐦𝐚𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐟𝐚𝐦𝐞?𝐇𝐚𝐢 𝐦𝐚𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚?E se il problema non fosse semplicemen...
30/08/2026

𝐇𝐚𝐢 𝐦𝐚𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐟𝐚𝐦𝐞?

𝐇𝐚𝐢 𝐦𝐚𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚?

E se il problema non fosse semplicemente il cibo, ma la difficoltà di fermarsi e ascoltare ciò di cui abbiamo davvero bisogno?

Il cibo, a volte, può diventare una risposta automatica a ciò che stiamo vivendo.

➡️ Un periodo di stress?
➡️ Pensieri o emozioni difficili?
➡️ Noia o stanchezza?
➡️ Semplicemente un'abitudine?

E spesso, davanti a tutto questo, il primo pensiero è:

“Devo controllarmi di più.”

Il Mindful Eating propone una prospettiva diversa.
Non si tratta di imparare nuove regole alimentari, ma di sviluppare maggiore consapevolezza del proprio modo di mangiare e della relazione tra corpo, fame, sazietà, emozioni e bisogni.

➡️ Non una nuova dieta.
➡️ Non nuove restrizioni.
➡️ Non un altro modo per controllarsi.

Ma uno spazio per imparare ad ascoltarsi con maggiore consapevolezza, riconoscendo ciò che accade prima, durante e dopo il momento del pasto.

L'obiettivo è favorire un rapporto più consapevole con il cibo, affinché mangiare non sia soltanto una risposta automatica a un'emozione, alla noia o all'abitudine.

𝐃𝐚𝐥 𝟕 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐢𝐧𝐝𝐟𝐮𝐥 𝐄𝐚𝐭𝐢𝐧𝐠 𝐝𝐢 𝟗 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢.

📍 Centro MediPiù
⏱️ Mercoledì, dalle 19.30 alle 21.00
👥 Piccolo gruppo, per favorire ascolto, condivisione e confronto.

Il primo colloquio individuale di presentazione è gratuito e online.

Sarà un momento per conoscere il percorso, fare domande e capire insieme se questa esperienza può essere adatta alle tue esigenze.

𝐏𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨.
𝐒𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞.

Per maggiori informazioni o prenotare il colloquio:
🌐 psicologaeleonorariva.it/mindful-eating
📧 [email protected]
👇 messaggio Wapp:

Al seguente link trovi il modulo per iscriverti: https://forms.gle/8mWMFoLwpEbV9kpc8

16/08/2026

Crono e Zeus. Un padre che vorrebbe mangiare il figlio per la paura di perdere il potere. Vi ricorda qualche leader?

Quando il potere nasce dalla paura: cosa ci insegnano Crono e Zeus sulla leadershipNella mitologia greca, Crono sa che u...
16/08/2026

Quando il potere nasce dalla paura: cosa ci insegnano Crono e Zeus sulla leadership

Nella mitologia greca, Crono sa che uno dei suoi figli un giorno potrebbe spodestarlo.

E ha paura.

Per questo cerca di controllare il futuro: divora i propri figli, nel tentativo di impedire che qualcuno possa prendere il suo posto.

Ma non ci riesce.

Zeus sopravvive, cresce e alla fine torna.

È una storia antichissima, ma parla di qualcosa di molto attuale nel mondo di oggi: il rapporto tra potere, paura e leadership.

Crono rappresenta un potere insicuro, da difendere con ogni mezzo, anche il più crudele.
Un potere che teme il cambiamento, il dissenso, l'autonomia dell'altro.

Nella vita professionale accade molto di frequente che un leader viva la crescita delle persone intorno a sé come una minaccia:

Se diventa più competente, io cosa divento?
Se non ha più bisogno di me, quanto valgo?

Quando il potere nasce dalla paura, l'altro deve essere tenuto sotto controllo.

La leadership, invece, deve avere altre consapevolezze: non ho bisogno di essere il più forte perché gli altri possano diventare forti.

Un leader solido non teme le persone competenti.
Non ha bisogno di spegnere il dissenso.
Non vive l'autonomia degli altri come una perdita di potere.

Perché il proprio valore non diminuisce quando qualcun altro cresce.

Ecco la differenza tra potere e leadership:

il potere basato sulla paura chiede obbedienza.
La leadership costruita sulla solidità genera fiducia.

La vera leadership non consiste nell'essere insostituibili.

Consiste nel far crescere persone capaci di camminare anche senza di noi. E con i nostri insegnamenti.

La psiche ha il compito di ascoltare il corpo.Nella prospettiva della psicologia funzionale, la persona viene considerat...
11/08/2026

La psiche ha il compito di ascoltare il corpo.

Nella prospettiva della psicologia funzionale, la persona viene considerata nella sua globalità: esperienza psicologica e dimensione corporea sono profondamente interconnesse.

Il corpo non è soltanto ciò che “contiene” la mente: partecipa continuamente alla nostra esperienza. Il modo in cui respiriamo, ci muoviamo, manteniamo una postura o percepiamo una tensione può accompagnare e modulare i nostri stati emotivi.

Allo stesso tempo, stress, emozioni e pensieri possono influenzare il tono muscolare, il ritmo respiratorio e molte altre risposte corporee.

Per questo imparare ad ascoltare il corpo significa sviluppare una maggiore capacità di riconoscere ciò che ci accade, senza necessariamente attribuire a ogni sensazione un significato patologico.

L’obiettivo non è controllare il corpo, ma costruire un rapporto più consapevole con i suoi segnali, favorendo autoregolazione, integrazione e benessere psicofisico.

A volte, prima ancora di trovare le parole, il corpo ha già iniziato a parlare.

www.psicologaeleonorariva.it

Indirizzo

Conegliano

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
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