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30/10/2026

💚 OLTRE LA SIRENA | PUNTATA 11
📅 Venerdì 30 ottobre 2026
La rubrica quotidiana di Croce Verde Cremona
💚 LA SANITÀ ENTRA NELLE CASE. MA SIAMO PRONTI A CAMBIARE IL NOSTRO MODO DI ASSISTERE LE PERSONE?
🚑 Per anni abbiamo organizzato la sanità chiedendo alle persone di raggiungere gli ospedali e gli ambulatori. Oggi, grazie alla tecnologia, possiamo cominciare a ragionare anche nella direzione opposta.

Non sempre chi ha bisogno di assistenza deve necessariamente spostarsi.

A volte è la sanità che può raggiungere il cittadino, direttamente nella propria abitazione.

📌 LA NOTIZIA DELLA SETTIMANA

Il 26 ottobre 2026 è stato presentato in Sardegna un progetto che potrebbe rappresentare un esempio interessante per l'evoluzione dell'assistenza territoriale.

Si chiama “A Kent'Annos in Salude” ed è un programma dedicato all'assistenza domiciliare di 1.410 persone con più di 80 anni, attraverso telemedicina, strumenti digitali e integrazione tra servizi sanitari e sociali.

Il progetto, realizzato da ARES Sardegna, dispone di un finanziamento di 3,47 milioni di euro nell'ambito del PNRR e prevede una durata di 18 mesi.

L'iniziativa si concentra su tre aspetti fondamentali: prevenzione del deterioramento cognitivo, corretta assunzione delle terapie e contrasto dell'isolamento sociale.

L'obiettivo è migliorare la qualità della vita delle persone anziane, favorendo la permanenza al domicilio e contribuendo a ridurre gli accessi ospedalieri evitabili.

Si tratta di obiettivi del progetto, non ancora di risultati clinici dimostrati dalla sperimentazione. ANSA.it
🩺 LA TELEMEDICINA NON È SOLTANTO UNA VIDEOCHIAMATA CON IL MEDICO
Quando parliamo di telemedicina, molti immaginano semplicemente una visita effettuata attraverso uno schermo.

In realtà, le possibilità sono molto più ampie.

Pensiamo a un anziano che deve controllare periodicamente la propria pressione arteriosa.

A una persona con problemi cardiaci che necessita di un monitoraggio.

A un paziente fragile che incontra difficoltà negli spostamenti.

Attraverso strumenti adeguati e percorsi sanitari organizzati, alcune prestazioni possono essere effettuate o monitorate anche a distanza.

Questo non significa eliminare le visite mediche, sostituire il personale sanitario o rinunciare agli interventi in presenza.

Significa utilizzare la tecnologia per rendere l'assistenza più accessibile, tempestiva e vicina alle persone.

Il Ministero della Salute riconosce infatti diverse modalità di telemedicina, tra cui televisita, telemonitoraggio, teleassistenza e telerefertazione. Salute
🚑 E LE PUBBLICHE ASSISTENZE QUALE RUOLO POTREBBERO AVERE?
È proprio su questo punto che riteniamo necessario aprire una riflessione.

Le Pubbliche Assistenze rappresentano da sempre un riferimento per il territorio.

Conosciamo le difficoltà delle persone anziane, delle famiglie e di chi necessita di assistenza continuativa.

Ogni giorno incontriamo cittadini che devono affrontare visite, controlli, trasferimenti sanitari e percorsi terapeutici.

La telemedicina potrebbe rappresentare un'ulteriore opportunità per valorizzare questa presenza territoriale.

Naturalmente, nel rispetto delle competenze professionali, delle autorizzazioni e dei percorsi sanitari previsti.

Non si tratta di trasformare i volontari in medici.

Si tratta di comprendere come le associazioni possano collaborare con i professionisti sanitari per facilitare l'accesso alle prestazioni, soprattutto per le persone più fragili.
💚 LA NOSTRA RIFLESSIONE
Come Croce Verde Cremona crediamo che il futuro delle Pubbliche Assistenze non debba essere immaginato esclusivamente attraverso l'evoluzione del soccorso in ambulanza.

Le esigenze della popolazione stanno cambiando.

L'invecchiamento, le malattie croniche, la difficoltà negli spostamenti e la necessità di garantire continuità assistenziale richiedono nuove risposte.

E le associazioni devono avere il coraggio di guardare avanti.

La vera innovazione non consiste semplicemente nell'acquistare nuove apparecchiature.

Consiste nel costruire servizi che migliorino concretamente la vita delle persone.

Ma esiste una condizione fondamentale.

La tecnologia deve avvicinare le persone alla sanità, non allontanarle dal rapporto umano.

Un anziano non deve sentirsi abbandonato davanti a uno strumento che non sa utilizzare.

Una famiglia non deve essere lasciata sola nella gestione di un percorso sanitario complesso.

E chi non possiede competenze digitali non deve rischiare di essere escluso dalle opportunità offerte dall'innovazione.

Per questo il futuro dell'assistenza dovrà necessariamente unire tre elementi:

Tecnologia, professionalità e presenza umana.

Perché possiamo avere strumenti sempre più moderni, ma il valore dell'assistenza continuerà a dipendere dalla capacità di prenderci cura delle persone.

Il futuro della sanità non sarà soltanto negli ospedali. Sarà sempre di più anche nelle nostre case, nei nostri quartieri e nelle nostre comunità.

E il Terzo Settore può contribuire a costruirlo.

❓ Secondo voi, le Pubbliche Assistenze dovrebbero ampliare il proprio ruolo anche attraverso servizi di telemedicina e assistenza sanitaria di prossimità? Oppure dovrebbero concentrarsi esclusivamente sui servizi tradizionali di soccorso e trasporto sanitario?

Ci piacerebbe conoscere il vostro punto di vista.

Croce Verde Cremona

29/10/2026

💚 OLTRE LA SIRENA | PUNTATA 10
📅 Giovedì 29 ottobre 2026
La rubrica quotidiana di Croce Verde Cremona

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🚑 LE AMBULANZE CI SONO. MA CHI CI SALE SOPRA? IL FUTURO DEL 118 SI GIOCA ANCHE SULLA CARENZA DI PERSONALE

Possiamo acquistare nuove ambulanze, investire in tecnologie avanzate e realizzare centrali operative sempre più moderne. Ma senza professionisti e soccorritori disponibili, tutto questo rischia di non essere sufficiente.

📌 LA NOTIZIA DI OGGI

Questa mattina, 29 ottobre 2026, La Stampa ha pubblicato un approfondimento sulle difficoltà che sta attraversando il sistema di emergenza-urgenza 118 in Piemonte.

Una situazione che merita attenzione anche al di fuori dei confini regionali.

Secondo i dati dell’ASL di Cuneo riportati dal quotidiano, al 1° settembre 2026 il fabbisogno di medici del 118 nel territorio era di 77 unità, a fronte di 29 posti coperti.

Significa 48 posizioni vacanti rispetto al fabbisogno indicato.

Una carenza che comporta importanti difficoltà nella gestione dei turni e nella distribuzione dei carichi di lavoro.

L’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ha assicurato che non vi sarà alcuna interruzione del servizio 118 e dell’elisoccorso, annunciando ulteriori risorse per le prestazioni aggiuntive.

Il problema, tuttavia, evidenzia una questione più ampia: come garantire la continuità del soccorso sanitario quando le risorse umane diventano sempre più difficili da reperire?

🚨 UN SISTEMA FATTO PRIMA DI TUTTO DI PERSONE

Il soccorso sanitario non è composto soltanto da mezzi e attrezzature.

È un’organizzazione complessa nella quale operano medici, infermieri, autisti soccorritori, dipendenti delle associazioni e volontari.

Figure con competenze e responsabilità differenti, ma che contribuiscono, ciascuna nel proprio ruolo, al funzionamento dell’intero sistema.

Il 27 ottobre, sempre in Piemonte, è stato sottoscritto un accordo regionale dedicato all’organizzazione del 118 e del 112, con l’obiettivo di chiarire responsabilità e migliorare l’omogeneità delle condizioni di lavoro del personale del Comparto Sanità.

Un passaggio importante sul piano organizzativo, anche se distinto dal problema della carenza di medici.

💚 LA NOSTRA RIFLESSIONE

Come Croce Verde Cremona crediamo che il futuro dell’emergenza-urgenza debba essere affrontato attraverso una programmazione che tenga conto di tutte le componenti del sistema.

Oggi parliamo di carenza di medici.

Ma dobbiamo interrogarci anche sulla disponibilità di infermieri, soccorritori, autisti e volontari.

Perché le difficoltà di un sistema non si risolvono semplicemente chiedendo a chi è già impegnato di lavorare di più.

Non possiamo pensare che la disponibilità delle persone sia una risorsa inesauribile.

Le Pubbliche Assistenze affrontano quotidianamente la necessità di coprire i turni, garantire la formazione, mantenere operativi i mezzi e assicurare continuità ai servizi.

Un impegno che coinvolge sia personale dipendente sia volontario.

E proprio il volontariato, pur rappresentando una risorsa straordinaria, non può essere considerato la soluzione automatica a qualsiasi difficoltà organizzativa.

Essere volontari significa scegliere liberamente di dedicare una parte della propria vita agli altri.

Non significa poter garantire una disponibilità illimitata.

Occorre quindi investire nella formazione, nella valorizzazione delle competenze, nel coinvolgimento di nuove persone e in modelli organizzativi capaci di rendere sostenibile l’impegno di tutti.

Allo stesso tempo, le istituzioni devono poter programmare le risorse professionali necessarie, senza affidare la continuità del sistema esclusivamente agli straordinari o alla disponibilità individuale.

Perché un sistema di emergenza efficiente non è quello che riesce a funzionare soltanto grazie al sacrificio delle persone.

È quello che mette le persone nelle condizioni di poter lavorare e prestare servizio in sicurezza, con continuità e dignità.

Il futuro del 118 non si costruisce soltanto acquistando nuove ambulanze.

Si costruisce anche garantendo che, domani, ci siano ancora persone preparate e motivate a salirci sopra.

❓ Secondo voi, stiamo investendo abbastanza sulle persone che garantiscono il funzionamento dell’emergenza-urgenza? Oppure continuiamo a concentrarci principalmente sui mezzi e sulle tecnologie, dimenticando chi deve utilizzarli?

Ci piacerebbe conoscere il punto di vista dei cittadini, degli operatori sanitari e dei volontari.

✍️ Croce Verde Cremona

28/10/2026

💚 OLTRE LA SIRENA | PUNTATA 09
📅 Mercoledì 28 ottobre 2026
La rubrica quotidiana di Croce Verde Cremona
🚑 IL VOLONTARIATO NON È SOLO SOCCORSO: QUANTO TEMPO SOTTRAE LA BUROCRAZIA A CHI AIUTA GLI ALTRI?
Dietro ogni ambulanza che parte, ogni volontario che presta servizio e ogni persona assistita, esiste un lavoro silenzioso che spesso nessuno vede.

Non si tratta soltanto di organizzare turni, mantenere i mezzi efficienti o garantire la formazione.

Le associazioni devono anche gestire bilanci, rendicontazioni, adempimenti amministrativi, assicurazioni, documentazione e obblighi normativi.

Un lavoro necessario, che richiede tempo, competenze e responsabilità.

Ma quanto di questo tempo potrebbe essere dedicato alle persone?

📌 LA NOVITÀ: UNA SEMPLIFICAZIONE PER IL TERZO SETTORE

Dal 15 ottobre 2026 è operativa una nuova modalità di presentazione delle pratiche al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha introdotto una procedura che permette agli utenti abilitati di trasmettere le pratiche direttamente attraverso il portale, autenticandosi con SPID, Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi.

Non è più necessario, nella procedura ordinaria, apporre la firma digitale sulla distinta.

La novità riguarda iscrizioni, variazioni, deposito dei bilanci, pratiche relative al cinque per mille e cancellazioni.

Restano alcune eccezioni, tra cui specifiche pratiche notarili e deleghe che richiedono la firma digitale del delegante.

Una semplificazione concreta che non elimina gli obblighi, ma rende più accessibile la gestione degli adempimenti. Ministero del Lavoro

💚 MA COSA SIGNIFICA VERAMENTE PER LE ASSOCIAZIONI?

Il Terzo Settore è profondamente cambiato.

Oggi gestire una Pubblica Assistenza significa confrontarsi con responsabilità organizzative, amministrative ed economiche sempre più articolate.

Le competenze richieste non riguardano esclusivamente il soccorso sanitario.

Servono persone capaci di programmare, amministrare, rendicontare, organizzare e garantire il rispetto delle normative.

Spesso queste attività vengono svolte da volontari e dirigenti associativi che dedicano all'organizzazione anche il proprio tempo libero.

È una componente del volontariato che raramente viene raccontata.

Eppure, senza questo lavoro, molte attività quotidiane non potrebbero essere garantite.

LA NOSTRA RIFLESSIONE

Come Croce Verde Cremona riteniamo che la trasparenza, la correttezza amministrativa e il rispetto delle regole siano elementi fondamentali per qualsiasi organizzazione che opera nell'interesse della collettività.

Ma crediamo anche che sia necessario trovare un equilibrio.

Le regole devono garantire sicurezza e responsabilità, senza trasformarsi in un ostacolo alla capacità delle associazioni di aiutare le persone.

Digitalizzare le procedure è importante.

Semplificarle è altrettanto necessario.

Ma serve anche accompagnare le associazioni in questo cambiamento, soprattutto quelle più piccole, che spesso non dispongono di strutture amministrative dedicate.

Perché il volontariato non può essere misurato soltanto attraverso il numero delle ore trascorse sulle ambulanze.

Esiste un volontariato che non indossa necessariamente una divisa.

È quello di chi prepara un bilancio, organizza un servizio, gestisce un progetto, cerca finanziamenti o garantisce il funzionamento quotidiano di un'associazione.

Un lavoro meno visibile, ma non meno importante.

Il futuro del Terzo Settore passerà anche dalla capacità delle istituzioni di sostenere questa complessità, valorizzando le competenze e riducendo gli adempimenti inutilmente gravosi.

Perché ogni ora risparmiata nella gestione di una procedura potrebbe diventare un'ora in più da dedicare alla comunità.

❓ Secondo voi, le associazioni di volontariato sono sufficientemente sostenute nella gestione degli obblighi amministrativi? Oppure il peso della burocrazia rischia di scoraggiare chi vorrebbe assumersi responsabilità nel Terzo Settore?

Ci piacerebbe conoscere il punto di vista di volontari, dirigenti associativi e cittadini.

✍️ Croce Verde Cremona

26/10/2026

💚 OLTRE LA SIRENA | PUNTATA 07
📅 Lunedì 26 ottobre 2026
La rubrica quotidiana di Croce Verde Cremona
🚑 112 O 116117? LA NUOVA SFIDA DELLA SANITÀ È GARANTIRE LA RISPOSTA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO
Non tutte le richieste di assistenza sanitaria sono emergenze. Ma tutte meritano una risposta appropriata.

È da questo principio che prende forma una delle trasformazioni più importanti della sanità territoriale lombarda.

📌 LA NOVITÀ: UN NUOVO MODELLO PER LE CURE NON URGENTI

Il 3 agosto 2026 Regione Lombardia ha approvato un aggiornamento della programmazione sanitaria che comprende il progetto UNIC.A., un modello organizzativo proposto da AREU per migliorare la gestione dei bisogni sanitari non urgenti.

L'obiettivo è costruire un sistema capace di valutare le richieste dei cittadini e indirizzarle verso il servizio più appropriato, senza rendere necessariamente il Pronto Soccorso il primo punto di riferimento.

Il progetto prevede il potenziamento del numero 116117, già attivo in Lombardia, e l'integrazione con centrali mediche, servizi territoriali e strumenti di telemedicina.

La riorganizzazione è un percorso di sviluppo: non significa che tutte le nuove modalità operative siano già disponibili sull'intero territorio regionale. VareseNews

☎️ DUE NUMERI, DUE FUNZIONI DIFFERENTI

🔴 112 — EMERGENZA

È il numero da chiamare quando esiste una situazione di emergenza, un possibile pericolo immediato per la vita o una condizione che richiede l'intervento urgente dei soccorsi.

🟢 116117 — ASSISTENZA SANITARIA NON URGENTE

È il numero gratuito dedicato all'orientamento e all'assistenza sanitaria non urgente.

In Lombardia risponde 24 ore su 24 per la gestione delle richieste e delle informazioni. L'accesso al servizio di Continuità Assistenziale, l'ex Guardia Medica, segue invece gli specifici orari previsti.

In caso di emergenza, non bisogna utilizzare il 116117 come alternativa al 112. regione.lombardia.it

📊 UN SISTEMA CHE GESTISCE MILIONI DI CHIAMATE

Secondo i dati diffusi da Regione Lombardia il 20 febbraio 2026, nel corso del 2025 il Numero Unico dell'Emergenza 112 ha ricevuto 4.869.100 chiamate, pari a circa 14.000 al giorno.

Oltre 2,3 milioni sono state inoltrate ai servizi di soccorso competenti.

Numeri che raccontano la complessità di un sistema nel quale ogni chiamata deve essere valutata e indirizzata correttamente. lombardiaspeciale.regione.lombardia.it

💚 LA NOSTRA RIFLESSIONE

Quando si parla di migliorare il sistema di emergenza-urgenza, si pensa spesso ad aumentare il numero delle ambulanze, potenziare le centrali operative o ridurre i tempi di intervento.

Sono obiettivi fondamentali.

Ma esiste anche un'altra questione sulla quale dobbiamo riflettere.

Siamo davvero capaci di indirizzare ogni bisogno sanitario verso la risposta più adeguata?

Un sistema sanitario moderno non dovrebbe essere misurato soltanto dalla rapidità con cui interviene nelle emergenze.

Dovrebbe essere valutato anche dalla capacità di accompagnare il cittadino verso il percorso assistenziale corretto, evitando accessi ospedalieri non necessari e garantendo continuità nelle cure.

Per le Pubbliche Assistenze questa evoluzione rappresenta un tema importante.

Il rapporto tra emergenza-urgenza, assistenza territoriale, trasporti sanitari e servizi domiciliari richiede infatti un coordinamento sempre più efficace.

Tecnologia, telemedicina e nuove modalità organizzative potranno contribuire a migliorare il sistema.

Ma non potranno sostituire un elemento fondamentale: la capacità di ascoltare il bisogno della persona.

Perché dietro ogni telefonata non esiste soltanto una richiesta sanitaria.

Esiste una persona che cerca una risposta, spesso in un momento di difficoltà.

E il compito di un sistema sanitario efficiente è proprio questo: garantire che nessuno debba sentirsi abbandonato o disorientato quando ha bisogno di assistenza.

Il futuro del soccorso non dipenderà soltanto da quanto velocemente riusciremo a intervenire, ma anche da quanto efficacemente sapremo prenderci cura delle persone.

❓ Secondo voi, i cittadini conoscono sufficientemente la differenza tra 112 e 116117? E quanto potrebbe migliorare il sistema sanitario una maggiore integrazione tra emergenza e assistenza territoriale?

Ci piacerebbe conoscere la vostra opinione.

✍️ Croce Verde Cremona

26/10/2026

💚🚑 **IL NOSTRO NICOLA BIONDELLI COLPISCE ANCORA!** 👏🎉

Ci sono traguardi che meritano di essere raccontati, perché dietro ogni risultato ci sono impegno, sacrificio, passione e voglia di migliorarsi.

💚 Sabato il nostro **Nicola Biondelli** ha raggiunto un bellissimo obiettivo, diventando ufficialmente **ISTRUTTORE PAD!** ❤️

Nicola è uno dei nostri dipendenti, una di quelle persone che ogni giorno contribuiscono, con professionalità e dedizione, a far crescere la nostra Croce Verde.

Ma questa volta ha fatto qualcosa in più: ha scelto di mettere le proprie competenze anche al servizio della formazione, per insegnare ad altri quei gesti che possono davvero salvare una vita. ❤️

Perché **una grande associazione non si misura soltanto dai mezzi che possiede o dai servizi che svolge, ma soprattutto dalle persone che la fanno vivere ogni giorno.**

E vedere i nostri collaboratori crescere professionalmente è una delle soddisfazioni più belle!

👏 **BRAVISSIMO NICOLA!**
Siamo orgogliosi di te e di questo nuovo importante traguardo!

💚 **Avanti così, super Nicola! La grande famiglia di Croce Verde Cremona fa il tifo per te!**

**CROCE VERDE CREMONA** 💚

24/10/2026
23/10/2026

🚑 IL FUTURO DEL SOCCORSO HA BISOGNO DI NUOVE GENERAZIONI. MA SIAMO DAVVERO PRONTI AD ACCOGLIERLE?
Domani, 24 ottobre, si celebra la Giornata Nazionale delle Pubbliche Assistenze ANPAS.

Un appuntamento che non rappresenta soltanto un'occasione per ringraziare chi dedica il proprio tempo agli altri, ma anche un'opportunità per riflettere sul futuro del volontariato.

📊 UNA RETE STRAORDINARIA

Secondo i dati diffusi da ANPAS il 20 ottobre 2026, il movimento nazionale conta:
- Oltre 100.000 volontarie e volontari.
- 931 Pubbliche Assistenze.
- Più di 500.000 soci e socie.
- Oltre 1.000 presidi sul territorio nazionale.
Numeri che raccontano una realtà fondamentale per le nostre comunità. Anpas

Ma dietro questi numeri c'è una domanda che riguarda il futuro di tutti.

Chi garantirà questi servizi tra dieci o vent'anni?

👥 IL RICAMBIO GENERAZIONALE È UNA SFIDA CONCRETA

Proprio in occasione della Giornata Nazionale, ANPAS Piemonte ha promosso l'Open Day 2026 e il progetto Ritmo di Vita NEXT, con l'obiettivo di formare gratuitamente 1.000 giovani tra i 18 e i 24 anni alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e all'utilizzo del defibrillatore.

Un'iniziativa che punta non soltanto a diffondere competenze salvavita, ma anche ad avvicinare le nuove generazioni al volontariato. Anpas Piemonte

💚 LA NOSTRA RIFLESSIONE

Oggi le Pubbliche Assistenze devono affrontare una sfida che va ben oltre la disponibilità di ambulanze, attrezzature e risorse economiche.

Devono riuscire a coinvolgere nuove persone.

Perché un'associazione può avere mezzi moderni, una sede attrezzata e tecnologie avanzate, ma senza persone disponibili a mettersi al servizio degli altri rischia di perdere la propria forza più importante.

Occorre però anche interrogarsi su come sta cambiando il volontariato.

Le nuove generazioni vivono ritmi differenti, affrontano difficoltà lavorative, impegni familiari e nuove esigenze personali.

Forse non basta più chiedere ai giovani di avvicinarsi alle associazioni.

Dobbiamo essere anche noi associazioni a trovare nuovi modi per avvicinarci a loro.

Significa investire nella formazione, valorizzare le competenze, favorire la partecipazione e costruire ambienti nei quali ogni persona possa sentirsi parte di un progetto collettivo.

Il volontariato non deve essere percepito soltanto come un sacrificio.

Deve essere riconosciuto anche come un'opportunità di crescita personale, formazione, responsabilità e appartenenza.

Perché il futuro delle Pubbliche Assistenze non dipenderà esclusivamente da ciò che siamo riusciti a costruire fino a oggi.

Dipenderà soprattutto da quante persone riusciremo a coinvolgere domani.

❓ E voi cosa ne pensate? Perché oggi è sempre più difficile avvicinare nuovi volontari? È cambiata la società oppure devono cambiare anche le associazioni?

Ci piacerebbe aprire un confronto costruttivo, ascoltando soprattutto il punto di vista dei giovani.

✍️ Croce Verde Cremona

22/10/2026

💚 OLTRE LA SIRENA | PUNTATA 03
📅 Giovedì 22 ottobre 2026
La rubrica quotidiana di Croce Verde Cremona
🚑 CHI SOCCORRE DEVE ESSERE SOCCORSO?
Aggressioni agli operatori del 118: la sicurezza non può essere un rischio da accettare.
Si sale su un'ambulanza per aiutare qualcuno. Non per diventare il bersaglio di un'aggressione.

Domenica 18 ottobre, a Taranto, un equipaggio del 118 è stato coinvolto in un episodio di violenza durante un intervento nel quartiere Tamburi.

Secondo quanto riportato dalla stampa, una persona in stato confusionale avrebbe lanciato pietre e altri oggetti, danneggiando l'ambulanza. È stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine.

Fortunatamente, non sono state segnalate conseguenze fisiche rilevanti per i soccorritori.

L'episodio ha riacceso il confronto sulla sicurezza degli equipaggi di emergenza, con richieste sindacali di maggiori tutele e strumenti di protezione. RaiNews

📊 UN PROBLEMA CHE I NUMERI CONFERMANO

Secondo i dati pubblicati dal Ministero della Salute il 12 marzo 2026, nel corso del 2025 in Italia sono state segnalate quasi 18.000 aggressioni contro operatori sanitari e sociosanitari.

Le persone coinvolte sono state 23.367.

Numeri che riguardano l'intero settore sanitario, non soltanto gli equipaggi delle ambulanze, ma che dimostrano quanto sia importante affrontare il problema della sicurezza. Ministero della Salute

🚨 IL SOCCORSO NON È SEMPRE UN AMBIENTE SICURO

Chi opera nell'emergenza-urgenza interviene in contesti imprevedibili.

Abitazioni private, strade, incidenti, situazioni di forte agitazione emotiva, persone spaventate, familiari preoccupati.

Sono scenari nei quali la capacità di prestare assistenza sanitaria deve necessariamente accompagnarsi alla valutazione dei rischi per la sicurezza dell'equipaggio.

Il problema non riguarda soltanto medici e infermieri.

Riguarda anche i soccorritori volontari, i dipendenti delle Pubbliche Assistenze e tutti coloro che operano quotidianamente sul territorio.

💚 LA NOSTRA RIFLESSIONE

Come Croce Verde Cremona crediamo che la sicurezza degli operatori non possa essere considerata un aspetto secondario dell'organizzazione del soccorso.

Servono formazione continua, procedure condivise, comunicazioni efficaci con le centrali operative e collaborazione con le forze dell'ordine quando le circostanze lo richiedono.

È altrettanto importante promuovere una cultura della segnalazione degli episodi di violenza e delle situazioni potenzialmente pericolose.

Segnalare un rischio non significa sottrarsi alle proprie responsabilità.

Significa contribuire a evitare che quella stessa situazione possa ripetersi.

Naturalmente, occorre distinguere le aggressioni volontarie dalle situazioni in cui una persona, per le proprie condizioni cliniche, può manifestare comportamenti imprevedibili.

Ma il principio deve rimanere lo stesso.

Chi presta soccorso ha il diritto di operare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili.

Non possiamo chiedere alle persone di dedicare tempo, competenze e professionalità agli altri senza garantire loro adeguate condizioni di tutela.

Proteggere chi soccorre significa proteggere anche i cittadini.

Perché un sistema di emergenza sicuro per gli operatori è un sistema più sicuro per tutti.

❓ Secondo voi, si investe abbastanza nella sicurezza di chi opera sulle ambulanze? Oppure tendiamo ancora a considerare certi rischi come una componente inevitabile del soccorso?

Ci piacerebbe conoscere la vostra opinione.

✍️ Croce Verde Cremona

21/10/2026

💚 OLTRE LA SIRENA | PUNTATA 02
📅 Mercoledì 21 ottobre 2026
La rubrica quotidiana di Croce Verde Cremona
🚑 IL SOCCORSO NON FINISCE QUANDO IL CUORE RIPARTE
Salvare una vita è fondamentale. Ma cosa succede dopo?

Il 16 ottobre, in occasione della Giornata mondiale della rianimazione cardiopolmonare, Italian Resuscitation Council (IRC) ha presentato su RaiPlay il docufilm “La differenza tra otto e nove”.

Cinque storie vere. Cinque persone sopravvissute a un arresto cardiaco. Cinque percorsi di ritorno alla vita.

Un'iniziativa che invita a riflettere su un aspetto del soccorso di cui si parla ancora troppo poco: la vita dopo l'emergenza.

🚨 L'importanza dei primi minuti

Dal 12 al 18 ottobre si è svolta anche la settimana nazionale “VIVA!”, dedicata alla diffusione delle manovre salvavita, con il coinvolgimento di IRC, ANPAS, Croce Rossa Italiana e Misericordie.

Il messaggio è fondamentale: davanti a un arresto cardiaco, riconoscere rapidamente la situazione, chiamare il 112, iniziare la rianimazione cardiopolmonare e utilizzare un defibrillatore, seguendo le indicazioni ricevute, può fare la differenza.

Ma esiste anche un altro aspetto.

💚 Quando l'emergenza finisce, inizia un nuovo percorso.

Dietro ogni persona soccorsa ci sono una famiglia, delle relazioni, un lavoro, delle abitudini e una quotidianità che, dopo un evento così importante, potrebbero cambiare profondamente.

Il recupero non è soltanto fisico. Può essere anche psicologico, emotivo e sociale.

LA NOSTRA RIFLESSIONE

Come Pubblica Assistenza, crediamo che diffondere la cultura del soccorso significhi guardare oltre l'intervento sanitario.

Significa formare i cittadini, promuovere la prevenzione, valorizzare l'intervento tempestivo e ricordare che al centro di ogni emergenza deve esserci sempre la persona.

Non soltanto un paziente. Non soltanto un intervento. Ma una vita, con tutto ciò che rappresenta.

La qualità di un sistema sanitario si misura anche nella capacità di accompagnare le persone nel percorso che viene dopo.

❓ Secondo voi, nella nostra società si parla abbastanza dell'importanza della formazione alle manovre salvavita e del percorso di recupero dopo un'emergenza?

Ci piacerebbe conoscere la vostra opinione.

✍️ Croce Verde Cremona

Indirizzo

Via Mantova, 8
Cremona
26100

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