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(Centro di educazione alimentare e fisica)

Scegliere CEAF vuol dire affidarsi ad un team di professionisti che faciliteranno il percorso da te intrapreso per il conseguimento del tuo benessere attraverso:


1.Corsi di educazione alimentare che ti prepareranno e guideranno verso le corretti basi dell’alimentazione;
2.Dieta personalizzata e continuo monitoraggio dell’iter dietetico;
3.Allenamenti personalizzati e mirati di attività motorie da parte del tuo personal trainer.
4.Corsi di accompagnamento alla nascita, tenuti da personale specializzato.
5.Corsi per il massaggio del bambino, tenuti da personale specializzato.

21/10/2026

Voglio esprimere tutta la mia solidarietà agli agricoltori e agli autotrasportatori della Sicilia e di tutto il Sud.
Persone che si alzano alle 4 di mattina, che lavorano la terra, che tengono in piedi questo Paese con le loro mani e con i loro camion, e che oggi sono lasciate sole.
Tra gasolio alle stelle, costi insostenibili, burocrazia e prezzi imposti da altri, non ce la fanno più. E quando non ce la fa chi produce il nostro cibo e chi lo trasporta, non ce la facciamo più TUTTI!!
Questa non è una protesta di una categoria, è la protesta di tutti noi.
Perché la dignità del lavoro va difesa!!!
Anche se sono forse una goccia in mezzo al mare… sto con voi!!!❤️

Non è solo la foto prima/dopo...è il risultato di impegno, costanza e di un piano alimentare che rispetta la persona. Ab...
17/10/2026

Non è solo la foto prima/dopo...è il risultato di impegno, costanza e di un piano alimentare che rispetta la persona. Abbiamo raggiunto il tuo obiettivo in modo sereno, imparando a mangiare meglio, non meno! sono orgogliosa di te😍

10/10/2026
10/09/2026

Confessione di una nutrizionista poco-social. 📱😅

Non faccio reel mentre peso l'insalata. 🥬
Non faccio dirette mentre spiego le calorie del cornetto.🥐
Non metto storie ogni giorno con “Buongiorno, oggi beviamo acqua e limone!”.🍋
Lo so, sono una pessima influencer.
🥺Però...
Ho la lista d'attesa niente male👀
Ho persone che raggiungono i loro obiettivi, stanno meglio, imparano a mangiare senza ansia.🥰
E ho il telefono che squilla perché “me l'ha consigliata una mia amica che è venuta da lei”.🤩
Semplicemente ho scelto di investire il mio tempo in altro che non sia necessariamente sui social: studiare, aggiornarmi, seguire bene le persone che mi danno fiducia, e ogni tanto... anche vivere.
Non sono sparita. Sono in studio. A lavorare.
E per chi mi cerca, ci sono sempre. Anche senza filtro “Parigi”.🫣
Il massimo che riesco a fare, e sinceramente per questo non vi chiederò scusa è : “foto prima e foto dopo” (quando mi date le foto🤣) ovviamente senza l’aiuto di AI che ormai va molto di moda😜

P. S. Prometto che un giorno riuscirò a fare un post più decente di questo…oggi no…oggi devo lavorare❤️

Baciiii😘😘😘

Studiare…sempre
02/08/2026

Studiare…sempre

E' stato pubblicato uno studio sul digiuno intermittente (finestra di digiuno di 16 ore) che evidenziava un aumentato rischio cardiovascolare per chi lo aveva praticato.

Contestualmente è stato pubblicato un link con i riferimenti bibliografici a questo studio e ad altri. Con approfondimenti sull’argomento.

E non vi dico: insulti, offese. Maleducazione. Ovvero emerge la fogna che c’è in questi social.

Oramai la nutrizione è diventata una tifoseria. Non più basata su evidenze. Ora per molti è diventata basata su opinioni, pareri, simpatie.

E, diciamolo chiaramente, sul grande business che ci gira intorno.

Ci sono coloro che speculano sulla salute altrui (i pifferai magici). E ci sono quelli (i topolini) che li seguono incantati. Per poi finire, prima o poi, in un burrone. Depauperati da quello che li definirebbe umani: capacità di pensare e senso di identità.

“Ma ci sono gli studi!!”
Appunto! Leggiamoli gli studi.

Gli studi sul digiuno intermittente sono tanti.

Vantaggi? Tutto dipende dall’end point ma anche dalla valutazione degli impatti nel lungo termine.

Ci sono quelli relativi alla perdita di peso. Però… sono state osservate differenze minime tra digiuno intermittente e la restrizione energetica continua. E’ quanto emerge da una meta-analisi pubblicata su The BMJ che ha analizzato quasi 100 studi randomizzati, per un totale di oltre 6.500 partecipanti (PMID: 40533200).

Gli studi che hanno osservato risultati positivi per il calo ponderale e la salute metabolica, sottolineano la necessità di ulteriori ricerche approfondite per comprendere gli effetti a lungo termine, i piani di digiuno intermittente individualizzati e i potenziali effetti avversi del digiuno intermittente in diverse popolazioni (PMID: 39618023).

Va precisato che solo recentemente sono stati realizzati studi che hanno avuto come endpoint (diciamo obiettivo) la misurazione del rischio di mortalità. In particolare cardiovascolare.
Nel 2023 è stato pubblicato il primo studio che ha analizzato la correlazione tra digiuno e rischio di morte prematura. Ha arruolato più di 24.000 adulti statunitensi di età pari o superiore a 40 anni. È emerso che

👉 Consumare un pasto al giorno è stato associato ad un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause (30%) per malattie cardiovascolari (83%) rispetto a chi consuma 3 pasti al giorno.
👉 Saltare la colazione è associato ad un aumento del rischio di mortalità per malattie cardiovascolari.
👉 Saltare il pranzo o la cena è associato ad un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause.

Questo studio era citato nel link di ieri.

Nel 2024 una ricerca ribadisce: chi segue il digiuno intermittente 16:8 corre rischi maggiori per malattie cardiovascolari rispetto a chi si astiene dal cibo per non più di 12 ore (PMID: 38999767).

Quindi, risultati preoccupanti… ma che a molti non piacciono. E pertanto si rifiutano di sapere.

Pazienza.

I dubbi ci sono. Non si può negare.
Poi se vogliamo continuare a fare cherry picking (ovvero l’approccio fallace di selezionare solo i dati o gli argomenti favorevoli alla propria tesi, ignorando deliberatamente tutto ciò che la contraddice o offre un quadro più ampio) è altra storia. Non è scienza.

Poi è chiaro. Troveremo l’influencer che dice di mangiar ciò che si vuole purché in una finestra di 8 ore e si consumino prima le mandorle. Se un po’ belloccio meglio: piace alle donne che pensano di dimagrire “senza tanti sacrifici”… pensano di aver trovato il rimedio magico… che poi magari ingrassano pure: ma non è questo il punto (si può dimagrire senza rovinarsi la salute: si mangia meno, meglio e si fa movimento).

A molti questo approccio piace perché non devono cambiare. Possono continuare a consumare cibo spazzatura. Con qualche mandorla prima (magari dalla California). Poi digiuno per 16 ore. Dopodiché abbuffate da folli.
Ma non è educativo. E può condurre a serie patologie. Anche disturbi del comportamento alimentare. Oltre che disordini cardio metabolici. E carenze di micro nutrienti.

Non è la via. Non per la salute!
Se non, come si diceva, per chi ha interessi che divergono dalla salute umana. E si ostina su un approccio per il quale da più fronti ci urlano: ATTENZIONE!!

Che poi, fateci caso: scrivi “DIGIUNO” o “RICETTA” o altro per essere ricontattato. Ovvero per prendere i vostri dati e vendervi qualcosa!

Facciamo inoltre presente che lo stesso Valter Longo non parla di digiuno intermittente ma di restrizione calorica. E ha sollevato le stesse perplessità dei ricercatori negli studi riportati nel link a proposito di finestre di fasting superiori a 12 ore.

È importante sottolineare che gli impatti a lungo termine del digiuno intermittente rimangono in gran parte inesplorati (PMID: 39895836).

Un lavoro pubblicato su Aging Cell nel 2025 ci ricorda che gli effetti sulla salute umana di questi approcci sono ancora poco chiari (PMID: 40944446).

E l’autofagia?!?

C’è chi urla senza sapere neppure cosa sia!
Peccato che, sebbene questo processo protegga inizialmente, può anche causare la distruzione di componenti vitali per la cellula e portarla alla morte.

E, guarda un po’!!
La restrizione calorica attiva l’autofagia: vi sono quindi alternative senza necessariamente sottoporsi ad un rigido regime di privazione.

Disintossica? Ci permette di depurarci?
Oppure può favorire carenze nutrizionali?

Ora la parola detox fa tanto scena. Ma di fatto, come diceva Fantozzi, è una grande cag…. Basterebbe mangiare meglio per non intossicarsi!

“Mangio cornetto 🥐 con nutella a colazione. Poi patatine fritte e Coca-Cola. A pranzo bistecca 🥩 e patate. Poi salto la cena per disintossicarmi”. La gente crede ai miracoli a quanto pare…

Il digiuno intermittente può guarire dai tumori?

E pensare che c'è chi lo fa credere ai pazienti oncologici! Vergognoso!! Oltretutto, in suddetti pazienti c'è anche il rischio di malnutrizione e di cachessia neoplastica (con perdita di peso involontaria, atrofia muscolare e infiammazione sistemica). Per cui, si faccia attenzione! E attenzione ai cialtroni (che poi sono magari gli stessi che fanno terrorismo sui latticini oppure i pomodori 🍅 ).

Il messaggio da portarsi a casa è: mangiamo meglio e meno. È questo l’approccio vincente per una longevità in salute.

Non ci sono rimedi magici.
E si faccia attenzione alle mode e ai falsi profeti.

Si chiama consapevolezza.

Ma evidentemente non è per tutti!
Del resto, non tutti sono disposti al cambiamento. Ad assumersi la responsabilità della propria salute e della propria vita.

Nel mentre, il rispetto dovrebbe essere per tutti.
Chi non accetta di sapere può astenersi dalla maleducazione. E semplicemente allontanarsi.

Grazie per il rispetto.

Approfondimenti nel prossimo libro 📕 Colesterolo - il nemico amico.

Qui per prenotarlo
👉 https://www.macrolibrarsi.it/libri/__colesterolo-il-nemico-amico-libro.php




05/06/2026

𝐋𝐀 𝐃𝐈𝐄𝐓𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐈 𝐈𝐌𝐏𝐑𝐎𝐕𝐕𝐈𝐒𝐀. 𝐒𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐂𝐑𝐈𝐕𝐄 𝐂𝐎𝐍 𝐑𝐄𝐒𝐏𝐎𝐍𝐒𝐀𝐁𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀̀.

Siamo alle porte dell’estate e la domanda è semplice: a chi ti sei affidato?

𝐀𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞 con protocolli rigidi, estremi, fuori da ogni logica nutrizionale, e qualche aiutino farmacologico (😱) magari dati da personaggi improbabili sui social e presi al mercato nero senza nessuna sicurezza, (ormoni,clenbuterolo, peptidi, sarms etc etc 😉) , hai ottenuto un risultato estetico, questo non significa affatto che tu sia più in salute. Dimagrire non vuol dire sempre stare meglio.
Perdere peso non vuol dire sempre perdere grasso.
Entrare nel costume non vuol dire aver rispettato metabolismo, muscolo, ormoni, intestino e testa.

𝑼𝒏𝒂 𝒅𝒊𝒆𝒕𝒂 𝒔𝒆𝒓𝒊𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒆 𝒅𝒂 𝒖𝒏 𝒑𝒐𝒔𝒕 𝒗𝒊𝒓𝒂𝒍𝒆, 𝒅𝒂 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒎𝒆𝒔𝒔𝒂 𝒎𝒊𝒓𝒂𝒄𝒐𝒍𝒐𝒔𝒂 𝒐 𝒅𝒂𝒍 𝒔𝒐𝒍𝒊𝒕𝒐 “𝒎𝒆𝒕𝒐𝒅𝒐 𝒔𝒆𝒈𝒓𝒆𝒕𝒐” 𝒗𝒆𝒏𝒅𝒖𝒕𝒐 𝒃𝒆𝒏𝒆. Nasce dall’ascolto, dall’osservazione, dai dati, dalla valutazione clinica e dall’esperienza di chi ha competenze vere.

𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢: medici, dietisti, biologi nutrizionisti. Professionisti che rispondono delle proprie scelte, firmano ciò che fanno e si assumono responsabilità.

𝐑𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐥𝐨: finita la passerella in spiaggia, i nodi vengono al pettine.
E quando il corpo presenta il conto, i fuffaguru sono già passati al prossimo reel.

𝑳𝒂 𝒔𝒂𝒍𝒖𝒕𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒆𝒈𝒏𝒂 𝒂𝒈𝒍𝒊 𝒂𝒍𝒈𝒐𝒓𝒊𝒕𝒎𝒊. 𝑺𝒊 𝒂𝒇𝒇𝒊𝒅𝒂 𝒂 𝒄𝒉𝒊 𝒔𝒕𝒖𝒅𝒊𝒂, 𝒗𝒂𝒍𝒖𝒕𝒂, 𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐𝒏𝒂 𝒆 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒐𝒏𝒅𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒆 𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊.

21/05/2026

NO, IL LATTE NON CONSUMA IL CALCIO DELLE OSSA!

In questi giorni si sta discutendo di latte e latticini e, a tal proposito, mi sono imbattuta in questo commento.
È bene precisare che non è vero che il latte “consumi” il calcio delle ossa: trattasi dell'ennesimo falso mito.

La bufala nasce soprattutto da una teoria secondo cui le proteine animali (come quelle del latte, appunto) renderebbero il sangue più “acido”, costringendo il nostro organismo a tamponare l'acidità prelevando il calcio dalle ossa.
Oggi sappiamo che il nostro organismo regola il pH in modo molto efficiente attraverso polmoni e reni, e che questo meccanismo non porta al “consumo” delle ossa nelle persone sane.

Ci sono poi alcuni altri fattori che hanno contribuito ad alimentare il falso mito: in certi Paesi dove si consuma molto latte si osservano anche molti casi di osteoporosi. Ciò non significa però che il latte la provochi: in quei Paesi spesso la popolazione vive più a lungo, è più sedentaria o presenta altri fattori di rischio.

In sostanza, il consumo di latte non garantisce automaticamente ossa più forti, ma nemmeno le indebolisce.
La salute delle ossa dipende soprattutto da un insieme di fattori, come attività fisica, apporto di calcio e proteine con la dieta, livello di vitamina D ed esposizione al sole, età, ormoni, tabagismo e consumo di alcol.

Quindi, se il latte vi piace e non ci sono controindicazioni per la sua assunzione (allergie/intolleranze), bevetelo pure senza troppi pensieri!

Fonti e approfondimenti nel primo tempo.

Solo noi sappiamo quanto e come è cambiato il tuo corpo!!!🥰Non è stato un miracolo…non hai scelto la via facile ma quell...
15/05/2026

Solo noi sappiamo quanto e come è cambiato il tuo corpo!!!🥰
Non è stato un miracolo…non hai scelto la via facile ma quella dell’impegno!!Mesi di alimentazione sana e allenamento costante😎
La foto non rende giustizia alla rivoluzione che hai compiuto…Felicissima di esserti stata accanto ❤️
-16 Kg…
Grazie anche alla nostra pt preferita!!!
Fit-lab di marisa sgarlata

16/04/2026

𝑂𝑔𝑔𝑖 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑡 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑖 𝑝𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖. 𝑀𝑜𝑙𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑣𝑜𝑖, 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑠𝑖𝑐𝑢𝑟𝑖, 𝑠𝑎𝑝𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎. 𝐿𝑜 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑒𝑖 𝑝𝑜𝑐ℎ𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒 𝑙𝑜 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎𝑛𝑜. 𝑄𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑐𝑒 𝑛𝑒 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎𝑡𝑒.

𝐌𝐚 𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢𝐦𝐚𝐠𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨, 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐯𝐚?
È una di quelle domande che in ambulatorio arrivano all’improvviso e mettono il dito nel punto giusto. Perché quasi tutti pensano che il grasso “si consumi”, “si sciolga” o sparisca chissà dove. In realtà fa una fine molto più concreta. E, a prima vista, anche più strana.

𝐈𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚. Non prende la porta sul retro. E non si limita a “diventare energia”, formula comoda ma incompleta. La verità è che, quando dimagriamo, una parte enorme di quel grasso lascia il corpo soprattutto attraverso il 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐢𝐫𝐨.

𝐏𝐞𝐫 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚. Nel tessuto adiposo "l’energia" è parcheggiata sotto forma di trigliceridi: una molecola di glicerolo con attaccati tre acidi grassi. Finché l’organismo è in equilibrio energetico, quel deposito resta lì. Quando invece si crea un deficit energetico, il sistema cambia registro: l’insulina si abbassa, le catecolamine salgono, e la lipolisi viene messa in moto. (𝑅𝑒𝑠𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑒).

𝐀 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐫𝐢𝐠𝐥𝐢𝐜𝐞𝐫𝐢𝐝𝐞 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐬𝐦𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨. Il glicerolo prende la via del fegato. Gli acidi grassi entrano in circolo legati all’albumina, come passeggeri che hanno finalmente lasciato il magazzino e stanno andando verso il luogo in cui verranno davvero utilizzati.

𝐈𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐭𝐨𝐜𝐨𝐧𝐝𝐫𝐢. È lì che gli acidi grassi entrano e vengono sottoposti a β-ossidazione, un processo che li riduce progressivamente in unità di acetil-CoA. Da lì l’acetil-CoA entra nel ciclo di Krebs e, attraverso la fosforilazione ossidativa, contribuisce alla produzione di ATP. 𝐌𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞 “𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚”, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐥𝐢̀. Gli atomi di carbonio contenuti negli acidi grassi vengono ossidati: 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐢𝐝𝐫𝐢𝐝𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚. Intanto l’ossigeno partecipa alla formazione 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚.

𝐄𝐝 𝐞𝐜𝐜𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐫𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢: circa l’𝟖𝟒% del grasso perso viene eliminato come CO₂ attraverso i polmoni. Il resto se ne va come acqua. 𝑰𝒏 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒊 𝒕𝒆𝒓𝒎𝒊𝒏𝒊, 𝒊𝒍 𝒈𝒓𝒂𝒔𝒔𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒅𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒍𝒐 𝒆𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊𝒂𝒎𝒐.

𝐒𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐚 𝐮𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐨, ma il dato interessante non è solo questo. Il punto serio è che perdere grasso, soprattutto quello ectopico - /centrale-omentale, cambia il funzionamento dell’organismo. 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐯𝐢𝐬𝐜𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞, infatti, non cala soltanto la massa adiposa: 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂 𝒊𝒍 𝒎𝒆𝒔𝒔𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 𝒎𝒆𝒕𝒂𝒃𝒐𝒍𝒊𝒄𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒍 𝒕𝒆𝒔𝒔𝒖𝒕𝒐 𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒂𝒍 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐.

𝐒𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐢𝐥 𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐢𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨. Migliora la sensibilità insulinica. Si riduce il carico di acidi grassi liberi che raggiunge il fegato. E da questo derivano conseguenze molto concrete: meno lipotossicità, migliore controllo glicemico, minore stress metabolico epatico.

𝐈𝐥 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐮𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞: il grasso non è un blocco unico. Non tutto il tessuto adiposo si comporta allo stesso modo. Il grasso viscerale, in particolare, gioca una partita molto più pesante perché comunica direttamente con il fegato attraverso il circolo portale. Per questo il suo impatto metabolico è tanto rilevante e per questo ridurlo significa ottenere molto più di un semplice calo ponderale.

𝐀𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞, 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚. Il grasso che perdiamo non svanisce: esce soprattutto dai polmoni sotto forma di anidride carbonica e, in parte minore, come acqua. Ma la questione vera è un’altra. 𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒓𝒊𝒅𝒖𝒄𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒊𝒍 𝒈𝒓𝒂𝒔𝒔𝒐 𝒗𝒊𝒔𝒄𝒆𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒆𝒈𝒈𝒆𝒓𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐. 𝑺𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒃𝒊𝒐𝒄𝒉𝒊𝒎𝒊𝒄𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂, 𝒓𝒆𝒂𝒈𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒆 𝒔𝒊 𝒂𝒅𝒂𝒕𝒕𝒂. 𝑵𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒔𝒐𝒍𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒅𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒑𝒆𝒔𝒐. 𝑬̀ 𝒇𝒊𝒔𝒊𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂 𝒔𝒄𝒓𝒊𝒕𝒕𝒖𝒓𝒂.

04/04/2026

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Via S. Giuseppe Maria Tomasi 88
Ragusa
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